Cicchetti: «I costruttori hanno salvato la città»

L’ex presidente dell’Ance: «L’Aquila sta rinascendo anche grazie all’impegno delle imprese locali»
L’AQUILA. «L’Aquila sta rinascendo grazie anche all’impegno e alla professionalità delle imprese locali. Subito dopo il sisma, come Associazione costruttori, ci siamo rimboccati le maniche. Abbiamo fatto decine e decine di riunioni per salvare la città: c’era il rischio concreto di restare spettatori inermi della ricostruzione. Lo abbiamo scongiurato».
Filiberto Cicchetti, nel 2009, era alla guida dell’Ance. Fu lui, la mattina del sisma, insieme al direttore, Francesco Manni, ad aprire la sede del Torrione ai costruttori. Il palazzo aveva retto: bisognava organizzarsi subito. Cicchetti ricorda quei momenti, non senza emozione. «La mattina alle 10 io e Manni eravamo lì», racconta, «ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che bisognava agire, subito. Sono arrivati anche altri costruttori: abbiamo fatto il punto della situazione. Tutt’intorno era il deserto, distruzione e desolazione. Decine e decine di imprese senza più mezzi per operare. Dopo una settimana ospitammo, nella nostra sede, il primo consiglio comunale straordinario, poi ci chiesero ospitalità gli uffici del Catasto». Cicchetti passa in rassegna quei giorni convulsi, la telefonata del prefetto, Franco Gabrielli. «Mi contattò per stabilire le azioni da mettere in campo», dice. «Come Ance firmammo subito un protocollo d’intesa con la Protezione civile per mettere in sicurezza la città». Cicchetti riconosce «l’importante ruolo svolto dalle imprese edili del territorio. Siamo stati protagonisti della fase dei puntellamenti», dice, «in una notte era andato in frantumi l’intero patrimonio immobiliare. Le ditte avevano la necessità di ripartire da qualcosa, di riconvertirsi. La Protezione civile aprì le porte a tutte le imprese iscritte all’Ance», sottolinea l’ex presidente. «In poche settimane, da 400 associati arrivammo a più di mille iscritti, perché ci fu da tutta Italia la corsa ai lavori di messa in sicurezza. Del resto, la crisi del comparto edile era già in atto». Cicchetti parla di «presidenza sofferta, etica, onesta per cercare di far ripartire l’economia, indotto compreso. Mi sono battuto con la Protezione civile per far fare alle aziende locali i lavori di urbanizzazione per le new town: abbiamo corso il rischio di un blocco totale dell’apparato produttivo».
Il momento più buio? «La campagna diffamatoria attuata da certa stampa nazionale», dice Cicchetti, «che si è accanita sugli imprenditori aquilani. Sappiamo che non era così, che si è lavorato bene, in sicurezza, con la massima professionalità e onestà. Oggi vedo una città che sta rinascendo, con una soglia di sicurezza media degli edifici dell’80 per cento. Il sistema della Protezione civile diede grande fiducia ai costruttori. In dieci anni abbiamo dimostrato di saper fare bene».
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