Cicchinelli non mangia, ma prende i farmaci
Resta barricato al Gal, l’Ente diviso e con due presidenti. La questione sul tavolo del giudice civile
AVEZZANO. Continuare a non assumere i farmaci di cui ha assoluto bisogno, avrebbe potuto significare mettere in pericolo la sua vita. Così Augusto Cicchinelli, dando retta al proprio medico curante e al dirigente del commissariato di Avezzano, Paolo Gennaccaro, che lo va a trovare tutti i giorni, ha deciso di riprendere la terapia, ma rimane determinato a proseguire lo sciopero della fame finché al Gal, nella cui sede si trova barricato, non «verrà ripristinata la legalità». La società consortile dal 21 luglio si ritrova con due consigli di amministrazione. Il 2 agosto era prevista l’assegnazione dei fondi comunitari Leader ai Gal abruzzesi. Sei hanno potuto firmare la convenzione e portarsi a casa quasi 4 milioni ciascuno. Il Gal Terre Aquilane invece è rimasto al palo. Prima di dargli i soldi, la Ragione vuole sapere chi dei due Cda è legittimato a gestirli. Si prevedono però tempi lunghi, dato che nessuno dei componenti dei due consigli intende fare un passo indietro. Il nuovo consiglio, presieduto da Antonio Carlini, in quanto eletto con la maggioranza delle quote societarie, si ritiene legittimato a svolgere il proprio mandato. Il vecchio, presieduto da Rocco Di Micco, invece, considera l'assemblea dei soci che ha portato al ribaltone «illegale».
Per capire cosa è successo bisogna fare un passo indietro. Il vecchio Cda, in carica da tre anni, avrebbe dovuto essere rinnovato. Di Micco ha così convocato l’assemblea, costituita da 42 soci, per il 21 luglio. Poiché alcuni non potevano partecipare, il 20 luglio ha revocato l’assemblea, informandone gli stessi soci. Ciò nonostante il 21, nove soci hanno tenuto ugualmente l’assemblea davanti alla sede del Gal, eleggendo il nuovo Cda. Tra i 9 soci c’era anche la Comunità montana (39% delle quote) che, essendo in liquidazione, in base all’articolo 9 dello statuto del Gal, non aveva diritto al voto. In tal senso nel 2014 si era pronunciato il presidente D’Alfonso. Due giorni dopo 16 soci, avendo appreso che l’assemblea, nonostante la revoca, si era tenuta lo stesso a loro insaputa, scrivevano a Di Micco invitandolo «a mettere in atto ogni iniziativa civile e penale a tutela della società». Il 2 agosto Augusto Cicchinelli, anche lui socio, dopo aver querelato 17 persone, tra cui i componenti del nuovo Cda, ha iniziato lo sciopero della fame. In sede civile, è già pronta l’istanza al giudice perché annulli l’elezione del nuovo Cda. Dunque a dirimere la questione ora dovrà sarà la magistratura.
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