Ciciotti: «Crollo inatteso per motivi da accertare»

PIZZOLI. Un cedimento «imprevisto e imprevedibile». Definisce così il crollo di una parte del solaio all’interno della chiesa di Santa Maria ad Triticum nella frazione Marruci di Pizzoli, Augusto...
PIZZOLI. Un cedimento «imprevisto e imprevedibile». Definisce così il crollo di una parte del solaio all’interno della chiesa di Santa Maria ad Triticum nella frazione Marruci di Pizzoli, Augusto Ciciotti, direttore dei lavori di messa in sicurezza della struttura, terminati a metà dicembre scorso. «Nel giro di poche settimane ripareremo il danno dovuto al cedimento improvviso di domenica scorsa», assicura, «e la chiesa tornerà a essere aperta al culto». Una decisione presa ieri mattina, quando lo stesso Ciciotti, del Segretariato regionale Mibact, insieme all’architetto Giuseppe Meduri, della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i Comuni del cratere, ha svolto un sopralluogo per verificare l’entità dei danni alla chiesa, alla presenza del parroco don Mauro Medina. «Si è rilevato il cedimento di una porzione di modeste dimensioni localizzata lateralmente sul soffitto piano della chiesa nella zona sovrastante l’altare», spiega il direttore dei lavori, «visti i frammenti a pavimento e, per quanto osservabile dal basso, vi è stato un cedimento di porzioni dei laterizi utilizzati per la realizzazione del solaio e dell’intonaco. Il cedimento risulta essere stato imprevisto ed imprevedibile, tant’è che nell’attuazione dei lavori di messa in sicurezza da parte dell’unità di crisi del Segretariato regionale e conclusi il 14 dicembre 2017, non è stato tecnicamente necessario prevedere specifici interventi, in quanto non si sono manifestate lesioni o deformazioni osservabili nel periodo in cui era impiantato il cantiere». A onor del vero, l’intervento di messa in sicurezza della chiesa di Marruci non ha riguardato le superfici del soffitto/solaio interessato dal cedimento, ma «le lavorazioni più urgenti e indispensabili emerse dall’analisi del quadro fessurativo sono state eseguite per la riparazione dei danni post-sisma 2016-2017, al campanile, alla facciata principale ed alla sagrestia», come spiega lo stesso Ciciotti, che è venuto a conoscenza del crollo leggendo la rassegna stampa nazionale del Ministero che pubblicava l’articolo del quotidiano il Centro sull’avvenimento.
«Non è chiara, almeno per il momento, la causa che ha determinato il predetto cedimento, anche se non si possono escludere la non corretta realizzazione del solaio e il nesso con il prolungato sciame sismico», conclude l’architetto. «Considerato lo stato di emergenza e l’esigenza di garantire la fruizione dell’edificio di culto, al fine di garantire in tempi rapidi la riparazione dei danni, ci attiveremo per effettuare un pronto intervento». Il danno dovrebbe, infatti, essere riparato nel giro di qualche settimana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

