Ciclista morto, spunta l’omicidio stradale

Indagata la donna alla guida dell’auto che ha travolto Morzilli. Il ricordo: «Sindacalista Cgil coraggioso, sue tante battaglie»
LUCO DEI MARSI. È indaga per omicidio stradale la donna che si trovava alla guida dell’auto che ha travolto Pasquale Morzilli, il pensionato 70enne di Luco dei Marsi deceduto dopo 18 giorni di coma. A.B., 47 anni, sempre di Luco, si è vista sospendere per sei mesi la patente di guida perché, come emerso dal rapporto dei carabinieri di Collarmele intervenuti subito dopo l’incidente, ha compiuto una serie di violazioni al codice della strada. L’inchiesta è coordinata dal procuratore Andrea Padalino e ieri pomeriggio sul corpo dell’uomo è stata eseguita l’autopsia. Il pm ha nominato come consulente della Procura la dottoressa Simona Ricci. L’automobilista è difesa dall’avvocato Crescenzo Presutti, mentre le figlie, la moglie e la madre di Morzilli sono assistite dall’avvocato Franco Paolini.
L’investimento è avvenuto il 18 giugno scorso tra via Torlonia e via Dante a Luco. L’uomo, ex dipendente della Valente Nastri di Avezzano, era in sella alla sua bicicletta. A.B., invece, guidava una Ford Fiesta. Il pensionato è morto giovedì in ospedale. Non si era più ripreso e le ferite riportate nel tragico impatto gli sono state fatali. L’uomo lascia la moglie Annamaria Cantamaglia, dipendente della Segen, le figlie Gina e Sabrina e l’anziana madre Elisa Di Toro. I funerali vengono celebrati oggi alle 16 nella chiesa di San Giovanni Battista a Luco dei Marsi.
«Ho collaborato con Pasquale Morzilli per tanti anni, prima alla Rainbow e dopo alla Valenti Nastri, società in cui è stato rappresentante sindacale della Cgil per diverso tempo», è il ricordo di Mario Casale, già dirigente aziendale, «ha cercato, e vi è riuscito, di rappresentare le istanze dei lavoratori con la sua sensibilità, la sua imponenza fisica e il suo coraggio. Un uomo buono, di sinistra, anzi comunista, come gli piaceva dire, in prima fila nella battaglia per la emancipazione di lavoratori e lavoratrici. Se ne va un amico e compagno che a Natale mi regalava sempre dei grandi rami di vischio, in segno di festa e di amicizia. Grazie ancora, Pasquale, per esserci stato».
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