Ciclista muore dopo diciotto anni di coma

L’ex dilettante Di Pasquantonio si è spento a 79 anni in ospedale. Non si è più ripreso dopo una caduta in gara nel 2002
L’AQUILA. Diciotto anni di buio. Ieri la resa, all’ultimo chilometro della vita. Da quella brutta caduta in bici dell’11 agosto 2002 il roccioso ex dilettante Pasquale Di Pasquantonio non si è più ripreso. Diciotto anni in stato di coma dopo quella maledetta gara amatoriale che lo vide sfortunato protagonista di uno schianto contro un’auto in sosta a Sant’Eusanio Forconese. Traumi gravi e irreversibili che hanno scandito la sua esistenza, e quella delle persone a lui care che lo hanno assistito con amore fino all’ultimo. Aveva 79 anni, Pasquale, e se n’è andato in silenzio in una stanza dell’ospedale San Salvatore.
A spolverare il libro dei ricordi, togliendo la storia dall’oblio, è Renato Palumbo, storico patron del Gruppo sportivo Aquilotti, del quale il figlio Enrico Di Pasquantonio, sulle orme del padre, è stato attivo sostenitore. «Da giovane», ricorda Palumbo, «con la maglia della gloriosa “Ciclistica L’Aquila”, aveva gareggiato con Antonio D’Ettorre e Angelo Giordani, genitori degli ex campioni del Mondo Alessandra D’Ettorre e Leonardo Giordani e con l’indimenticato “Camoscio d’Abruzzo”, Vito Taccone. Muratore e grande lavoratore, aveva contribuito materialmente, nel 1998, al restauro del velodromo dello stadio Fattori, dove il 24 agosto dello stesso anno fece la sua prima esibizione Marco Pantani, fresco vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France». Una vita tutta in salita, quella dello sfortunato ciclista. Aveva perso una figlia in giovanissima età e la consorte Maria Costantini che lo accudiva amorevolmente durante la sua grave malattia. Il Gs “Aquilotti”, ultima società in cui militava da cicloamatore, esprime «vivissime condoglianze» al figlio Enrico. Funerali oggi alle 15,30 a Castelvecchio Calvisio.
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