Ciclisti “dannosi” nel Parco Possono entrare solo in 100

Divampa la polemica dopo la Granfondo Ana, il vincitore Tucceri Cimini accusa Il sindaco di Aielli: «Inaccettabile». Il direttore dell’oasi: «L’ambiente va tutelato»
AIELLI. Il Parco Sirente-Velino impone un limite di partecipanti alla Granfondo Ana Aielli. E scoppia la polemica.
Grazie alla sinergia e all’ottima organizzazione del Gruppo alpini Aielli e dell’Avezzano Cycling Team, cento ciclisti hanno pedalato sulle montagne del borgo della Marsica orientale, in una delle zone più suggestive da un punto di vista paesaggistico. Potevano essere molti di più, ma il Parco Sirente-Velino ha preferito di no e questo non è andato giù né agli organizzatori, né al vincitore della competizione che dopo aver ringraziato tutti gli attori di questo evento si è scagliato contro l’ente.
«Vorrei iniziare ringraziando tutti coloro che hanno contribuito a realizzare un evento che, in un paese di montagna come il nostro, mancava», ha precisato Mauro Tucceri Cimini dopo aver conquistato il gradino più alto del podio. «Un grazie particolare al Parco Sirente-Velino che, invece di incentivare manifestazione simili per far sviluppare il turismo, ci impone dei vincoli di 100 partecipanti alla gara. Consiglio vivamente di prendere qualche spunto inerente allo sviluppo turistico del territorio da enti che gestiscono delle riserve naturali patrimonio dell’Unesco che autorizzano manifestazioni con più di cinquemila partecipanti».
Critico verso l’atteggiamento del Parco Sirente-Velino anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che già altre volte aveva fatto sentire la sua voce su questo argomento.
«Quello che è successo è inaccettabile», ha sottolineato il primo cittadino Di Natale. «Spero che la Regione Abruzzo metta mano il prima possibile a una legge che ridisegni il Parco e le sue funzioni perché ora è un ente che limita le azioni dei Comuni e crea limitazioni agli eventi. La corsa non ha nessun impatto sul territorio e lo dimostrano i tanti parchi anche più attrezzati che permettono ai ciclisti di attraversarlo. Questo atteggiamento non porta da nessuna parte».
Il direttore del Parco, Oremo Di Nino, ha spiegato quali sono state le motivazioni che hanno portato a imporre delle limitazioni.
«Era stata inviata una richiesta da parte di un’associazione per 200 partecipanti alla gara di mountain bike», ha precisato Di Nino, «un numero eccessivo di ciclisti visto che ci troviamo in un parco naturale, in una zona posta sotto tutela. Proprio per questo ne abbiamo autorizzati solamente cento, il carico dei ciclisti poteva essere dannoso per la conservazione dei siti di interesse comunitario e del parco stesso».
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