Cimitero, zone rosse 13 anni dopo il sisma

30 Ottobre 2022

Loculari ancora inaccessibili per la devastazione del terremoto. Lettera di una cittadina affissa alle reti: «Perdonateci»

L’AQUILA. «Perdonateci». Il foglio bianco inserito in una busta di plastica per ripararlo dalle intemperie è al suo posto, nel loculario sotto all’edificio-sacrario dei Nove Martiri aquilani nel cimitero monumentale dell’Aquila.
A quasi quattordici anni dal terremoto – ed essendosi avvicendate, nel frattempo, amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra – nel camposanto del capoluogo regionale vi sono ancora alcune zone rosse, tuttora inaccessibili. A meno che non si voglia varcare la transenna e raggiungere ugualmente quelle sepolture abbandonate all’incuria, sì, ma non dimenticate dai familiari in visita.
«ti pensiamo ogni giorno»
Una cittadina ha dedicato una lettera alla madre, che riposa in uno degli edifici inaccessibili. «Se i fiori crescono in cielo, Signore, raccogline un mazzo e mettilo tra le braccia di mia madre», comincia così il messaggio. «E quando sorriderà, dille che sono da parte dei suoi figli, dalle un bacio e stringila forte tra le braccia. Noi, qui in terra», prosegue la donna, «non possiamo portare un fiore e nemmeno accarezzare la sua foto. Ci è stato privato da ormai tredici anni dai nostri politici...se è vero che tutto esiste mi auguro che vengano ripagati per il loro comportamento. Mamma, perdonaci: noi ti pensiamo ogni giorno».
macerie a vista
La parte più antica del cimitero presenta ancora le ferite aperte tredici anni fa. Su tutte quella del vecchio loculario per la riparazione del quale è necessario spostare circa duemila salme in un altro edificio, nel sito dell’ex “ecomostro” rimosso dopo tanti anni di attesa e mai utilizzato perché i loculi erano troppo piccoli. Si era anche ipotizzata la possibilità di riparare gli edifici vicino al Sacrario senza demolirli, ma c’è stata l’opposizione da parte dei tecnici. E così, per la quattordicesima volta dal 2009, la visita a queste tombe il 2 novembre rimane impedita.
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