Cinghiali, i cacciatori in aiuto degli agricoltori

6 Giugno 2018

Sulmona, l’Ente d’ambito territoriale offre il suo sostegno ai coltivatori per fronteggiare le incursioni distruttive degli ungulati nel comprensorio

SULMONA. Stretta nella lotta per arginare i danni provocati dai cinghiali. A scendere in campo sono i cacciatori di Sulmona che hanno teso la mano ai coltivatori locali. Insieme per fare fronte comune contro le incursioni distruttive dei cinghiali.
«Siamo disponibili a mettere le nostre conoscenze sul comportamento dei selvatici al servizio degli agricoltori», ha detto Marco Del Castello presidente dell’Ambito territoriale caccia di Sulmona. «Oltre agli abbattimenti selettivi siamo disposti a collaborare per individuare l’esatto modo in cui posizionare recinti e mettere in atto una serie di accorgimenti per far sì che i cinghiali e altri animali selvatici non si avvicinino alle colture».
La disponibilità alla collaborazione è stata data durante un tavolo di lavoro a cui hanno partecipato le principali associazioni di categoria del mondo agricolo che hanno accettato la disponibilità degli associati all’Atc. In particolare, i cacciatori potrebbero contribuire ad individuare i cosiddetti “passaggi” degli animali per poi intervenire su quei punti con reti di protezione. Inoltre, sempre i cacciatori, si sono detti disponibili a monitorare le strutture installate per evitare che possano essere divelte o superate dai selvatici.
Novità nella lotta ai cinghiali anche in Valle Subequana dove, di recente, è arrivato il via libera, da parte del parco Sirente-Velino, agli abbattimenti dei cinghiali con i selecontrollori. Quest’ultimi si affiancheranno alla polizia provinciale per gli interventi di riduzione della presenza degli ungulati sui terreni coltivati.
«In questo modo», ha detto Nunzio Merolli presidente dell’Atc Subequano, «contiamo di aumentare il numero di capi abbattuti che al momento, solo con la caccia di selezione, è a quota 150». Intanto gli assessori regionali ai Parchi, Lorenzo Berardinetti e all’agricoltura, Dino Pepe, hanno incontrato i vertici delle riserve e delle aree verdi per fare il punto sulla presenza massiccia degli ungulati nel territorio regionale. L’incontro ha gettato le basi per arrivare alla costituzione di una vera filiera della carne di cinghiale. In particolare, i capi abbattuti potranno essere commercializzati per poter così trasformare il problema in risorsa. «Dobbiamo puntare a una corretta gestione del problema», ha detto Pepe, «gli strumenti utilizzati finora nelle aree fuori dai parchi hanno dato i primi frutti». In particolare, la filiera della carne e la cattura per mezzo delle gabbie potrebbe cominciare a fare la differenza nella gestione della fauna selvatica. (f.c.)
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