Cinque associazioni incalzano i politici «Disponibili al confronto, con pari dignità»
Sulla questione intervengono Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Archeoclub, Legambiente, Pro Natura. «La motivazione del Tar è chiarissima: “la natura delle censure dedotte, che...
Sulla questione intervengono Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Archeoclub, Legambiente, Pro Natura. «La motivazione del Tar è chiarissima: “la natura delle censure dedotte, che coinvolge delicati profili di interesse paesaggistico, storico, economico e sociale, richiede un adeguato approfondimento in sede di merito”. Dunque le nostre associazioni, così come la Soprintendenza, hanno visto giusto nel sollevare seri dubbi, sia nel merito che nel metodo della delibera comunale. Tanto che siamo giunti a diffidare l’amministrazione affinché revochi la delibera in autotutela. Non chiediamo il ritorno a una retriva cultura vincolistica e ipernormativa, ma promuoviamo piuttosto la cultura dialogica dell’ascolto: esercitiamo il diritto alla cittadinanza attiva, affinché tutti i cittadini possano partecipare ed essere consapevolmente informati e inclusi nei processi decisionali di questa amministrazione. Elaboriamo insieme delle linee guida generali, che completino l’attuale indirizzo manchevole e confuso della ricostruzione di queste frazioni. Queste meritano pari dignità e parità di trattamento in ogni loro parte e rispetto al centro città. Da parte nostra non mancherà mai la disponibilità al confronto. Si deve tutelare e valorizzare il patrimonio storico-paesaggistico, perché esso è il fondamento delle identità e delle piccole economie dei nostri borghi. Questo preziosissimo patrimonio dà senso e valore alle nostre vite».

