Cinque idee per Sulmona: spunti dei vip ai candidati

Personaggi illustri legati alla città parlano di progetti, cultura, turismo e natura Messaggi indirizzati agli aspiranti sindaci Masci, Di Piero, Bianchi e Gerosolimo
SULMONA. Mancano 25 giorni alle elezioni amministrative e i quattro candidati sindaci Vittorio Masci, Elisabetta Bianchi, Gianfranco Di Piero e Andrea Gerosolimo si stanno scontrando su temi e progetti per Sulmona.
Cosa ne pensano cinque personaggi illustri di Sulmona? Quale la loro idea di città?
Lo abbiamo chiesto all’attore Gabriele Cirilli, al giornalista di Sky sport Paolo Assogna, al presidente nazionale della Figc Gabriele Gravina, all’imprenditore dell’abbigliamento Mauro Cianti e all’esperto internazionale della tecnica della pigmentazione e del trucco permanente Ennio Orsini.
GABRIELE CIRILLI. «La prima cosa che mi viene in mente è la valorizzazione a 360 gradi della figura di Ovidio sia dal punto di vista artistico che culturale. Creare un Premio a livello nazionale e anche internazionale per far conoscere la figura del Vate peligno e nello stesso tempo la città in cui è nato credo che potrebbe essere un bel progetto attorno al quale far ruotare tanta cultura ma anche tanta economia. A Sirmione hanno creato il Premio Catullo che nel corso degli anni è diventato uno degli appuntamenti più ambiti nel panorama internazionale dell’arte, della poesia e del mondo dello spettacolo, stessa cosa si potrebbe fare a Sulmona con Ovidio, nostro conterraneo, conosciuto in tutto il mondo. Tutti conoscono Ovidio ma non tutti sanno che è nato a Sulmona. Ecco, bisogna avere la capacità di creare qualcosa che vada avanti nel tempo e che non si fermi alla sola ricorrenza, un Premio che porti a Sulmona tanti artisti e tanti turisti, il che significa alberghi pieni e ristoranti pieni».
PAOLO ASSOGNA. «Penso che l’idea giusta per Sulmona possa essere nella ripartenza del rapporto con il mondo universitario abruzzese, con due percorsi ben distinti: il primo teso alla valorizzazione degli ambienti e dei centri storici di tutta la Valle Peligna. Il rapporto con le eccellenze e le conoscenze del mondo universitario porterebbe a un salto di qualità nella valorizzazione delle ricchezze del territorio. Poi la nascita di un polo universitario vero e proprio, sempre legato al comprensorio con un corso di laurea in Ingegneria per l’ambiente e il Territorio. Il nuovo sindaco e il suo esecutivo dovranno avere la forza persuasiva adatta a convincere gli interlocutori che Sulmona è il luogo giusto per esaltare i valori storici e naturalistico-ambientale dell’Abruzzo interno».
GABRIELE GRAVINA. «La prima cosa che Sulmona deve fare? Uscire da uno stato di indolenza cronica, recuperare la capacità di una progettualità che manca proprio. Soprattutto non si deve ricordare dell’interesse collettivo, del sistema, del territorio con processi di candidature 20 giorni prima delle elezioni. La politica si fa tutti i giorni con grande impegno e grandi sacrifici e si fa sui progetti. Questo è quello che manca a Sulmona. Bisogna lavorare sulla vocazione del territorio e investire su esso risorse ed energie. Abbiamo un patrimonio artistico e culturale che non ha eguali parlo di Ovidio, Celestino V e i luoghi dove ha vissuto, un centro storico unico. Cominciamo a investire su questo e a metterlo a regime in maniera seria, recuperandolo e facendolo vivere per renderlo fruibile a tutti. Dobbiamo imparare a utilizzare meglio quello che oggi abbiamo».
MAURO CIANTI. «Scarterei subito le fabbriche e le industrie: Sulmona non ha mai avuto questa vocazione, tant’è che il nucleo industriale è ridotto a un cimitero di capannoni. Punterei invece tutto sul turismo e sulla montagna. Con la crescita esponenziale della popolazione mondiale, si moltiplicheranno anche i numeri del turismo e dei visitatori. Sulmona deve creare un collegamento tra la valle e la montagna; per esempio, insieme a Campo di Giove far ripartire e ampliare gli impianti di risalita e creare un nuovo comprensorio sciistico sulla Maiella che abbia come punto di riferimento proprio il capoluogo peligno che dista solo 20 minuti dalla seggiovia che sale fino a Tavola Rotonda. D’inverno lo sci e d’estate le escursioni sui fantastici percorsi del Parco nazionale della Maiella, ora patrimonio Unesco, a piedi o in mountain bike. Organizzare appuntamenti fissi, raduni di auto, vespe, fiere e via dicendo che facciano crescere l’incoming. Una ricetta semplice con la quale far ripartire l’economia e creare, nel corso del tempo, attraverso il potenziamento di servizi e offerte, un vero e proprio sistema economico che ruota attorno alla natura e alla montagna».
ENNIO ORSINI. «Guardando alla mia esperienza lavorativa, punterei sulla valorizzazione delle competenze e delle eccellenze della città. Guardando al modello creato da Niko Romito nel settore della cucina e della ristorazione, creerei un’accademia per insegnare l’arte del trucco permanente. Sarebbe la prima scuola in Italia e Sulmona diventerebbe il fulcro di questo settore che è in forte espansione. Alla scuola creerei una linea di produzione per le attrezzature che oggi faccio realizzare in Germania e Israele. Stessa cosa potrebbe fare la stilista sulmonese Cinzia Cinotti con l’alta moda e con la produzione in loco degli abiti della sua collezione. Una ricetta semplice che non è altro che la prosecuzione di quello che già hanno fatto le famiglie Pelino e Di Carlo nel campo dei confetti».
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