Cinque: «Turni sovrumani a Pediatria»

29 Settembre 2019

Appena tre medici in un reparto vicino al collasso, il dirigente all’Asl: «Occorrono interventi, è una priorità dell’azienda»

SULMONA. Circa 1.700 consulenze l’anno di pronto soccorso, trecento bambini celiaci assistiti (provenienti da un po’ tutto l’Abruzzo), visite allergologiche a centinaia, otoemissioni acustiche per neonati, sette posti letto che soddisfano spesso le esigenze anche dell’Aquila e di Avezzano. E tant’altro ancora. Un super lavoro con appena tre medici in un reparto vicinissimo al collasso. A suonare il campanello d’allarme è Massimo Cinque, medico aquilano, responsabile del reparto di pediatria e neonatologia dell’ospedale di Sulmona. Un allarme esploso nei giorni in cui si riparla della possibile chiusura del Punto nascita dell’Annunziata.
«Fermo restando l’importanza del Punto nascita», sottolinea Cinque, «il servizio non può prescindere da un numero adeguato di pediatri per l’assistenza nelle 24 ore. Un nascituro non t’avverte, com’è avvenuto nell’ultimo caso del parto gemellare, e l’assistenza del pediatra è fondamentale. Vista la grave carenza di personale che abbiamo, non mi sento più di dover affrontare situazioni di difficoltà».
Oltre a Cinque, nel reparto operano attualmente le dottoresse Gianna Tollis e Maurizia Colangelo (quest’ultima usufruisce di un congedo parentale per assistenza familiare). C’è poi il medico greco Anastasios Megalooikonomou – quello che è intervenuto in occasione del parto gemellare – che svolge tre prestazioni aggiuntive mensili perché “in prestito” dall’Asl di Teramo. Una quarta dottoressa ha rescisso il contratto lo scorso 15 settembre.
«La carenza cronica va avanti da anni», prosegue Cinque, «per un’assistenza adeguata h24 ci vorrebbero sei unità mediche. Adesso facciamo grossi sacrifici e turni sovrumani, tutto ciò anche grazie alla disponibilità e alla bravura del personale infermieristico e ausiliario sempre pronto a fronteggiare l’emergenza. Copriamo un territorio ampio, che va da Popoli all’Alto Sangro, fornendo supporto anche agli ospedali dell’Aquila e di Avezzano. Un territorio dove c’è anche una seria carenza di pediatri di base, con due pensionamenti non rimpiazzati. Tornando al nostro reparto, a ottobre qualche medico arriverà da Avezzano e dall’Aquila per fare delle prestazioni aggiuntive, col rischio però di limitare la continuità assistenziale. Mi rendo conto delle difficoltà, tant’è vero che dall’Asl c’è stata sempre tanta buona volontà per ovviare al problema, sia da parte del capo dipartimento materno-infantile Sandra Di Fabio che da parte della direttrice generale facente funzione fino a poco tempo fa, Simonetta Santini: sono stati banditi avvisi pubblici andati deserti e ci sono stati concorsi con undici domande presentate e tre idoneità, tra le quali la dottoressa che di recente ha rescisso il contratto».
Quindi l’appello finale del dottor Massimo Cinque: «A breve chiederò un incontro al nuovo manager Roberto Testa. Mi rendo conto che ci sono tante problematiche importanti in tutta l’Asl ma quella di Pediatria è un’esigenza impellente per l’azienda perché non si può scherzare sulla pelle dei bambini e dei neonati. Vanno individuate soluzioni per il bene dell’intero territorio peligno e dell’Alto Sangro».
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