Cinquemila canadesi ogni anno a Sulmona

4 Novembre 2017

SULMONA. Circa 200 studenti che restano per più di venti giorni ognuno, per un totale di 5mila presenze (calcolate sul totale della permanenza). Questi i numeri che ruotano attorno agli studenti...

SULMONA. Circa 200 studenti che restano per più di venti giorni ognuno, per un totale di 5mila presenze (calcolate sul totale della permanenza). Questi i numeri che ruotano attorno agli studenti canadesi che ogni anno, soprattutto in estate, scelgono Sulmona e gli hotel Meeting e Ovidius per le loro lezioni di italiano. E proprio ai canadesi la famiglia Santacroce ha deciso di dedicare il suo prossimo viaggio. Dal 7 al 21 novembre Domenico Santacroce (presidente associazione albergatori) e la moglie Antonella Di Cristofaro saranno in Canada in qualità di ambasciatori dei sapori peligni. Gli albergatori parteciperanno ai festeggiamenti delle associazioni “La conca di Sulmona”, presieduta da Franco Ventresca e “Club pratolano”, presieduto da Donato Di Benedetto. Durante la permanenza terranno una cena di beneficenza ad Ottawa, promossa dal professor Franco Ricci della Ottawa University e dal sodalizio di Pratola Peligna, in favore del centro di ricerca dell'ospedale. A Toronto, invece, cucineranno per 500 persone piatti tipici abruzzesi (dai maccheroni alla chitarra alle pallotte cacio e uovo, passando per il risotto allo zafferano e le pappardelle alla morronese, tutto bagnato dall’immancabile Montepulciano d’Abruzzo). I Santacroce hanno già preparato 600 fiori di confetto e acquistato 60 chili di confettata per far assaggiare ai canadesi uno dei prodotti più noti della città. «Oggi il turismo va curato nei minimi dettagli», spiega Santacroce, «non basta aspettare che il telefono squilli. Noi i nostri contatti li coltiviamo». Importante anche l’indotto che si crea attorno ai circa 200 fra studenti e accompagnatori dei canadesi che ogni estate scelgono Sulmona. «Siamo fieri», aggiunge Di Cristofaro, «per la funzione aggregatrice che di riflesso svolgiamo, espletando le nostre attività commerciali, nel senso che gli effetti della nostra attività aziendale si riversano positivamente sull'economia complessiva della città». (f.p.)