Cinta muraria del ’300: via ai lavori in primavera

L’annuncio di Provenzano (Usra): «La gara d’appalto parte nei prossimi giorni» Previsto il restauro con camminamenti e panchine. Il cantiere durerà tre anni
L’AQUILA. Riprenderanno la prossima primavera i lavori di restauro e valorizzazione dell’antica cinta muraria della città dell’Aquila. A garantirlo è Salvatore Provenzano, responsabile dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, soggetto attuatore dell’intervento per conto del Segretariato regionale ai beni culturali. «La prossima settimana verrà bandita la gara d’appalto per l’esecuzione dei lavori», spiega Provenzano, «per dicembre intendiamo aggiudicarla, in modo da non perdere il finanziamento di 5 milioni».
LA RELAZIONE GEOLOGICA
Intanto, nei giorni scorsi è stata sottoscritta dallo stesso Provenzano e dal segretario regionale ad interim, Federica Zalabra, una determina per l’affidamento della redazione della relazione geologica della zona. Ad aggiudicarsi il lavoro è stato il geologo Roberto Seri di Rieti per un importo al netto del ribasso pari a 8mila e 500 euro circa. «Il servizio dovrà essere espletato nel termine massimo di sette giorni dall’affidamento dell’incarico», è specificato nella determina.
TRE ANNI DI LAVORI
Una volta aggiudicata la gara d’appalto che sarà bandita nelle prossime settimane, sarà possibile partire con i lavori che, appunto, prenderanno il via in primavera, salvo intoppi. «Il cronoprogramma prevede tre anni di lavori, ma nel bando di gara abbiamo previsto una premialità per chi realizzerà le opere in meno tempo», spiega il responsabile dell’Usra, «il nostro obiettivo è rendere fruibile la cinta il prima possibile».
IL PROGETTO
Le opere riguarderanno il consolidamento e il restauro del tratto di mura da Porta Branconia fino all’altezza della piscina comunale, ma soprattutto la valorizzazione dell’intera cinta per permetterne una fruizione completa, con camminamenti, zone di belvedere, panchine e una suggestiva illuminazione. «Si tratta di un progetto di notevole importanza che prevede, oltre agli interventi di illuminazione laddove necessario e qualche consolidamento, anche alcune passerelle in acciaio per rendere quanto più possibile continuo il camminamento e superare alcuni dislivelli», precisa Provenzano, «Inoltre, lungo tutto il tratto di mura ci saranno pietre di inciampo e cartellonistica». Le opere riguarderanno tutti i tratti della cinta fuorché quello sopra viale della Croce Rossa quasi completamente terminato, ma mai aperto al pubblico. Il progettista e direttore dei lavori per l’intervento sarà l’architetto Antonio Di Stefano, che si è occupato anche della valorizzazione del tratto già restaurato della cinta. Verrà affiancato dal responsabile unico del procedimento, Maria Gabriella Florio.
I FONDI
Il primo intervento sulle mura è stato realizzato con fondi comunitari (8 milioni di euro). C’è stato poi un secondo intervento di pavimentazione e illuminazione di 3,6 milioni. Quello dei prossimi mesi (5 milioni) dovrebbe essere l’ultimo intervento per consentire la tanto attesa fruizione della cinta, uno dei pochi esempi di fortificazione trecentesca quasi integralmente conservata, che si sviluppa per 5 chilometri.
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