Ciociaria chiama Marsica: voglia di secessione

Comuni laziali pronti al referendum pro-Abruzzo: «Roma ci ignora». Il sindaco di Arpino da Di Pangrazio
AVEZZANO. Vogliono diventare marsicani a tutti i costi. Passare dal Lazio all’Abruzzo, versante Valle Roveto. Sono i sindaci del comprensorio di Sora, un bacino molto esteso, di circa 40mila abitanti, forse anche di più. Dipenderà dai Comuni che aderiranno a questa “secessione”. Tutto ciò a causa della ingerenza e della preponderanza di Roma nelle decisioni che riguardano la Regione Lazio e che penalizzerebbero la Ciociaria. Ma non è una provocazione, non è solo uno strumento di pressione. I sindaci fanno sul serio. Vogliono passare all’Abruzzo con un referendum. Il portavoce della protesta è il sindaco di Arpino (Frosinone), Renato Rea, che ha incontrato il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, per esporre l’iter che li dovrebbe portare a far parte della regione confinante, e in particolare della Marsica.
Durante l’incontro, avvenuto ieri mattina, sono stati affrontati i temi che riguardano questa operazione.
«Questa iniziativa», ha dichiarato Rea, «si rende necessaria perché riteniamo che l’atteggiamento di penalizzare il nostro territorio da parte di Roma nei confronti di questi Comuni ha ormai oltrepassato ogni limite. In questi giorni», ha sottolineato il sindaco ciociaro, spiegando che la popolazione è d’accordo con questa iniziativa, «tutti i cittadini che ho incontrato mi hanno incoraggiato a perseguire su questa strada».
Non è la prima volta che minacce di questo tipo arrivano dal versante del Frusinate, che confina con la Marsica e che ha molto in comune con il territorio dell’entroterra abruzzese. Al riguardo, dal canto suo, il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, ritiene che «questa iniziativa possa avere un qualche fondamento».
«Il sindaco di Arpino» ha sottolineato Di Pangrazio «ha deciso di estendere a tutti i sindaci del comprensorio l’iniziativa e a tal proposito incontrerà i primi cittadini nei prossimi giorni per illustrare loro un progetto che, se realizzato, andrà senza dubbio a rinforzare notevolmente le zone interne».
Pensare a una Marsica arricchita e allargata?
Per Di Pangrazio significa «immaginare un territorio più forte, con un bacino molto più vasto e quindi capace di incidere con maggiore impatto nelle decisioni della politica regionale». Sarà vero? (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

