Cioni al prefetto: più controlli per le sagre

1 Agosto 2018

Il direttore di Confcommercio: «Non si rispettano le regole». Fusari (Pro loco): altre le cose da verificare

L’AQUILA. Controlli su sagre e feste di paese. A sollecitarli è la Confcommercio, che ha inviato una lettera al prefetto Giuseppe Linardi, per chiedere formalmente «l’attivazione, da parte delle forze dell’ordine e delle strutture pubbliche preposte, dei controlli relativi alla sicurezza e il puntuale rispetto delle norme vigenti, in materia igienico-sanitaria, per gli organizzatori delle sagre, con le stesse modalità riservate alle aziende di ristorazione e ai pubblici esercizi». La richiesta è firmata dal direttore regionale della Confcommercio, Celso Cioni, e dal presidente provinciale, Roberto Donatelli. In estate gli eventi enogastronomici, soprattutto nei paesi e nelle frazioni, si moltiplicano. «In tutto l’Abruzzo sono in calendario centinaia di sagre», spiega Cioni, «la Regione ha emanato persino un regolamento per la valorizzazione dei prodotti tipici locali, in occasione di questi eventi, ma non tutti si attengono a queste disposizioni». Il mercato delle sagre intacca, inevitabilmente, il fatturato delle attività di ristorazione e dei pubblici esercizi «che guardano con attenzione al proliferare di questo fenomeno», dichiara Cioni, «anche per la naturale diminuzione di incassi che ne consegue. Le attività che operano nel campo della ristorazione sono sottoposte a controlli rigidissimi: chiediamo al prefetto lo stesso tipo di attenzione per le sagre e le feste organizzate nei vari paesi, che devono essere monitorate in modo scrupoloso, con lo stesso metro di giudizio utilizzato per le attività commerciali, affinché ci siano le stesse cautele igienico-sanitarie».
«Le Pro loco che organizzano le sagre si attengono scrupolosamente alla normativa in vigore», risponde Domenico Fusari, componente nazionale dell’Unione Pro loco d’Italia. «Abbiamo stilato con il ministero della Sanità un prontuario di corretta prassi igienica. I prodotti somministrati durante le sagre sono tutti certificati ed etichettati, conservati in maniera perfetta, acquistati e consumati nell’arco di tre giorni. Anche il servizio in cucina è sottoposto a rigidi controlli». Secondo Fusari, la problematica necessita di un approccio differente: «Quella della Confcommercio, che ogni anno scrive al prefetto, è una vecchia storia», dice, «ma sotto la lente di ingrandimento non devono finire le sagre organizzate dalle Pro loco, piuttosto quella miriade di eventi che fanno capo ad associazioni di varia natura».
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