Ciotti: il Tar mi ha dato ragione sulla decadenza
CERCHIO. L’ex sindaco Giuseppe Ciotti informa su una decisione del Tar. «Il Tar dell’Aquila ha chiuso un contenzioso tra il Comune di Cerchio e l’ex consigliere comunale Giuseppe Ciotti il quale...
CERCHIO. L’ex sindaco Giuseppe Ciotti informa su una decisione del Tar. «Il Tar dell’Aquila ha chiuso un contenzioso tra il Comune di Cerchio e l’ex consigliere comunale Giuseppe Ciotti il quale aveva impugnato, nel lontano 2010, un provvedimento del responsabile dell’ufficio tecnico, ritenuto lesivo dei propri interessi. La condizione di ricorrente avverso un provvedimento del Comune amministrato fu il pretesto colto dalla maggioranza comunale per dichiararne la decadenza dalla carica invocando l’incompatibilità ai sensi del Dlgs 267/2000. A parte il primato per cui quello citato è forse l’unico caso a livello nazionale di decadenza, per incompatibilità, di un consigliere comunale di minoranza, Ciotti fa notare che il TAR, dopo solo “5 anni”, ha dichiarato l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, mettendo in risalto che il provvedimento del tecnico, un’autorizzazione a costruire, era scaduto e, quindi, privo di efficacia. Da notare, che quel provvedimento arrivato a scadenza naturale senza produrre effetti, non è mai stato ritirato dal richiedente, a dimostrazione di quale potesse essere l’ interesse riposto sullo stesso. Pertanto, nonostante fosse stato strenuamente difeso all’atto dell’emanazione dal tecnico comunale e da alcuni membri della maggioranza consiliare noncuranti dei presunti vizi di legittimità lamentati dall’ex consigliere, il provvedimento, che tra l’altro fu addirittura oggetto di discussione in consiglio comunale, non ha prodotto alcun effetto, se non quello indiretto di far decadere un consigliere di minoranza. Che sia stato, si domanda l’ex consigliere, un mero espediente per eliminare un membro scomodo della minoranza che ha da sempre denunciato il coinvolgimento della maggioranza consiliare, nelle vicende di sprechi e spese dissennate al Cam?». Ciotti sottolinea che tale sistema non ha nulla da invidiare a quelli tanto biasimati, solo perché cruenti, adottati in contesti sociali poco democratici dove si pratica la repressione del dissenso. L’episodio, magari per molti insignificante, è sintomatico di un sistema che coinvolge ampie responsabilità e si avvale di una generale indifferenza dell’opinione pubblica. Infatti, se sono palesi le responsabilità della politica locale, non sono da meno quelle di chi affaccendato a tutelare l’onorabilità e l’immagine dei fautori del disastro del Cam più che a mettere insieme tasselli capaci di dar corpo a dei puzzle che avrebbe reso evidenti i reati connessi all’immenso sperpero di denaro pubblico avvenuti al Consorzio acquedottistico marsicano».
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