Circo bianco fermo, in piazza operatori turistici e negozianti

Castel di Sangro, una delegazione di manifestanti ricevuta in Comune dal sindaco Caruso Tra le richieste sostegni economici alle partite Iva e l’esenzione dei tributi per il periodo di chiusura
CASTEL DI SANGRO. Il malessere causato dalla crisi economica arriva anche nelle piazze dell’Abruzzo montano. Giornata di protesta a Castel di Sangro dei commercianti e degli operatori turistici, costretti a chiudere per via delle ultime disposizioni del governo che ha previsto la zona rossa per quasi tutta la durata delle festività natalizie. Gli imprenditori del capoluogo dell’Alto Sangro si sono dati appuntamento a piazza Plebiscito per chiedere aiuti concreti al Comune dal momento che soprattutto il settore del turismo invernale è letteralmente in ginocchio. In Alto Sangro oltre 6 mila famiglie vivono grazie all'attività turistica e l’unica risorsa economica per gli abitanti del territorio è il circo bianco, oggi completamente bloccato. Si potrà sciare dal 7 gennaio. Muniti di mascherine e cartelli, e con la politica tenuta fuori dalla piazza, i manifestanti hanno chiesto maggior garanzie alle istituzioni locali e un incontro con il sindaco Angelo Caruso, che ha poi ricevuto nel palazzo municipale una delegazione degli imprenditori. «Il futuro commerciale per noi operatori economici di Castel di Sangro in queste condizioni è drammatico», spiega Katia Buonandi, «dovendo affrontare un’invernata assai difficile sia per l’emergenza sanitaria che per la crisi economica che non sembra trovare argini. Oltre alle attività legate direttamente agli impianti sciistici, la crisi riguarda anche altri settori che, dopo la chiusura delle scorse settimane, adesso dovranno nuovamente abbassare le saracinesche. In piazza abbiamo voluto attirare l’attenzione pubblica e al sindaco abbiamo chiesto immediati e concreti ristori economici». Tra le lamentele dei commercianti, oltre all’assenza turistica, anche la restrizione degli spostamenti. «Se non avremo l'opportunità di continuare a lavorare e se non riceveremo i sostegni di cui abbiamo bisogno», commenta Salvatore La Bella, «le nostre attività rischieranno la chiusura. Ormai l’incertezza ci sta distruggendo e non ci permette di fare nessuna programmazione. Speriamo di ricevere un sostegno dalle istituzioni locali dal momento che la situazione è veramente tragica, il turismo ha abbandonato la nostra città». Il sindaco Caruso ha ascoltato con attenzione le richieste degli imprenditori e ha promesso il massimo impegno per alleviare quanto prima la condizione di difficoltà in cui versano le partite Iva della città. «È stato un incontro assolutamente positivo», riferisce il primo cittadino. «Si è discusso pacatamente delle criticità del settore del commercio, dettate dalla situazione del momento. La delegazione mi ha consegnato una nota con la quale chiede sostegni economici e l’esenzione dei tributi legati al periodo di chiusura. Ho apprezzato l’iniziativa, riferendo che sui temi evidenziati l’amministrazione comunale era già al lavoro da tempo per creare un fondo di sostegno alla attività produttive. Verificheremo con più attenzione tutto ciò che si potrà fare sulla base di quelle che sono le economie di bilancio che possono essere riversate a sostegno delle attività economiche. Non c’è dubbio che, nella speranza che l’emergenza sanitaria possa presto attenuarsi, occorrerà rilanciare l’economia della città che è costituita da tanti piccoli imprenditori che hanno bisogno di una azione di rilancio molto forte ».
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