Cisco: abbiamo chiesto di spalmare i debiti

16 Maggio 2016

Call center, parla l’amministratore unico: «Siamo un’azienda seria, ma così i costi sono insostenibili»

L’AQUILA. Un tavolo istituzionale, convocato in Regione dal vicepresidente Giovanni Lolli, a 24 ore di distanza dal tavolo romano voluto da H3G. Partono le trattative per il piano di salvataggio del call center aquilano Globe Network, dove 234 operatori rischiano il posto di lavoro dal primo luglio. Lolli ha risposto alla richiesta arrivata dai sindacati locali, che hanno sollecitato un incontro a Palazzo Silone, e ha fissato la riunione per mercoledì pomeriggio. Il giorno prima, a Roma, si terrà il confronto con le segreterie nazionali, su iniziativa del gestore di telefonia mobile H3G che, dopo aver disdetto la commessa aquilana per il forte debito erariale accumulato dal fornitore Globe Network, sta cercando una nuova azienda a cui affidare il call center. Al tavolo promosso da Lolli, al quale i sindacati auspicano sieda anche H3G, dovrebbe partecipare l’amministratore unico della Globe Network, Francesco Cisco, che ha dichiarato di voler restare nel capoluogo e di essere pronto a fornire tutta la documentazione necessaria. Cisco, che è di Belluno, ha spiegato che «si è arrivati a questa situazione perché Globe Network ha contratto debiti fiscali consistenti, rateizzati con l’Agenzia delle Entrate. Noi siamo ancora in attesa di una cartella da parte di Equitalia. Ma i costi sono diventati insostenibili e per questo motivo abbiamo chiesto che il debito venga spalmato nell’arco di una decina di anni, con pagamenti a cadenza mensile. Una soluzione che noi gradiremmo ma sia chiaro che il contratto con H3G non può essere rescisso». Il debito è di 4,5 milioni di euro: le Rsu aziendali ne erano state informate, ma con la rassicurazione che si stava mettendo in atto un piano di rientro. «Siamo arrivati all’Aquila dopo il terremoto», ha affermato Cisco, «e ci siamo trovati di fronte zero aiuti e una miriade di difficoltà. La sede dove ci troviamo ha dei costi molto alti e quindi siamo andati in crisi. Precisiamo però che la nostra azienda è solida e ha sempre rispettato le regole, i diritti sindacali, senza far saltare mai il il pagamento degli stipendi. Oggi, però, il costo del lavoro incide per il 90 per cento sul fatturato». Mercoledì, al tavolo a Palazzo Silone, sarà presente anche la senatrice Stefania Pezzopane, che è in contatto sia con H3G che con i sindacati nazionali.

Romana Scopano

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