Cittadinanza onoraria a Segre Scontro tra Italia Viva e la destra

Il consigliere Romano: «Dopo tante lungaggini non è stata fissata la cerimonia per il conferimento» Replica dei capigruppo di maggioranza: «La senatrice ha accettato, ma per motivi di salute non verrà»
L’AQUILA. I manifesti del corteo antifascista strappati. L’annuncio del sindaco Pierluigi Biondi: «Darò in beneficenza il risarcimento avuto da chi mi ha offeso chiamandomi “criminale” e “servo dell’ideologia nazista”. E poi un botta e risposta tra Paolo Romano (Italia Viva) e la maggioranza sulla cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre. Vigilia movimentata per il 25 Aprile.
BIONDI: soldi in beneficenza
«Sui social», scrive il sindaco, «sono stato descritto come “criminale”, “servo dell’ideologia nazista” e accusato di aver “moralmente assassinato per la seconda volta” i nove martiri aquilani e le vittime delle stragi di Onna e Filetto e dei campi di concentramento. In questi anni ho dovuto incassare molti insulti. Col tempo ho imparato a non curarmene più di tanto: perché sento che l’affetto che mi circonda è più forte dell’odio di alcuni. Ma esistono limiti che non si possono superare e, a seguito di azione giudiziaria, ho accettato un risarcimento economico per quelle offese. Ma non sono soldi che prenderò io: tutto andrà in beneficenza, a coloro che si occupano dell’assistenza a persone meno fortunate».
il caso segre
«Martedì sarà l’ultima seduta di consiglio prima del voto, ma nell’ordine del giorno, così come in nessuna comunicazione ufficiale, vi è traccia della cerimonia ufficiale per la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre in spregio alla volontà del consiglio, dunque della città, che lo votò per due volte in 4 anni e all’unanimità». Lo afferma Paolo Romano (Italia Viva). «È grottesco che tutto questo succeda alla vigilia del 25 aprile, data che con questo sindaco ha subìto più volte l’onta dell’indifferenza e dell’incuria per alcune delle celebrazioni previste. Segre, testimone della violenza generata dall’odio e dalla discriminazione razziale, ha dedicato la sua vita alla condivisione della memoria per le nuove generazioni; centinaia di città italiane le hanno solennemente conferito, per questi motivi, la cittadinanza con apposita cerimonia. Una delle ultime in Abruzzo è stata Avezzano, dove l’onorevole Fiano ha ritirato al posto della senatrice la pergamena. Segre è icona della storia. Eppure all’Aquila la storia diventa di parte quando la mozione della cittadinanza subisce lungaggini e tentennamenti e si conclude con un epilogo vergognoso. In ritardo sulla mozione che depositai nel 2019 l’atto approdò in consiglio a fine 2020, votato all’unanimità. Poi, con un iter quantomeno anomalo e risultati discutibili, ritornò in consiglio sotto forma di delibera di giunta a fine 2021, con la firma del sindaco e la benedizione della Meloni. E così con la seconda unanimità, il sindaco assunse ufficialmente l’onere e l’onore di interloquire con la senatrice per concordare una data nella quale il consiglio le avrebbe conferito con l’ufficialità del caso la cittadinanza. Purtroppo ancora una volta sono riusciti ad addormentare le coscienze con un mix letale di menzogne e silenzio, sbeffeggiando la città e umiliando la memoria». Immediata la replica dei capigruppo di maggioranza Ersilia Lancia (FdI), Giorgio De Matteis (FI), Francesco De Santis (Lega), Daniele D’Angelo (L’Aquila al centro), Roberto Santangelo (L’Aquila futura). «Il consigliere Romano cerca di fare campagna elettorale strumentalizzando, peraltro alla vigilia del 25 aprile, argomenti seri e molto delicati col risultato di mettere a segno clamorosi autogol: la cerimonia non si è fatta e non si farà semplicemente perché la Senatrice a vita, in una lettera molto cordiale in cui ha “accolto con piacere l’idea di poter diventare vostra concittadina onoraria” e di sentirsi “profondamente onorata per l’onorificenza”, ha comunicato ufficialmente di non essere disponibile a presenziare, per motivi di salute, alla cerimonia né in città né da remoto. D’altra parte, da tempo Segre aveva spiegato il suo “ritiro” dalla partecipazione a eventi e incontri. Il consiglio ha unanimemente riconosciuto il conferimento. Inoltre, in occasione della cerimonia, promossa dal Comune il 3 marzo scorso, della consegna della medaglia “Giusti tra le nazioni” alla memoria di Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis che, durante la 2ª Guerra Mondiale, si adoperarono per salvare le famiglie Billig, Fleischmann e Dagan dai rastrellamenti nazisti in Abruzzo, è stato letto un intervento della senatrice che ha ribadito “l’onore per aver ricevuto la cittadinanza onoraria dell’Aquila che dunque ormai è anche po’ mia”, sottolineando il fatto che il sì unanime dell’assise “è la riprova di un sentire civico che qualifica lo spirito del popolo aquilano e che sono fiera di poter ora condividere anch’io”. Romano avrebbe fatto meglio a informarsi prima: una polemica strumentale, una brutta figura».

