Cittadino batte il Comune: 4.500 euro di sussidi in più

A più di cinque anni dalla cessazione del contributo di autonoma sistemazione l’ente liquida la somma maggiorata dopo una sentenza del tribunale civile
L’AQUILA. A più di cinque anni dalla cessazione del contributo di autonoma sistemazione (di cui ha usufruito tra la prima fase dell’emergenza e il 2015 più di mezza città) il Comune ha liquidato 4.500 euro a un cittadino, il quale si è visto riconoscere la somma da una sentenza del tribunale civile dopo che il Tar si era dichiarato incompetente a decidere.
La storia nasce il 14 agosto 2009 quando il cittadino chiede di avere i soldi dell’autonoma sistemazione. Nel 2010 sollecita una maggiorazione di 200 euro «asserendo di costituire nucleo monocomponente». Il Comune dopo una verifica «negava tale maggiorazione, essendo emersa la circostanza che nello stesso immobile risultassero dimoranti altre 5 persone». Qui iniziano i ricorsi, prima al Tar e poi al tribunale sezione lavoro che con una sentenza del 2017 «accertava e dichiarava il diritto del ricorrente a percepire il contributo di autonoma sistemazione per l’importo di euro 500 mensili dal primo settembre 2010 al 31 agosto 2012». A quel punto il legale del cittadino chiese «l’immediata corresponsione del contributo di autonoma sistemazione per un totale di 12.000 euro» e invitò il Comune «a provvedere al pagamento, non essendovi ragioni per l’opposizione». Il Comune però fece notare che al cittadino «era già stato riconosciuto e regolarmente corrisposto il contributo fino alla mensilità di novembre 2011 e che rispetto alla somma complessivamente ingiunta andavano pertanto saldati i canoni afferenti alle restanti mensilità per il periodo corrente dal mese di dicembre 2011 al mese di agosto 2012, per un importo totale di 4.500 euro». A quel punto, il ricorrente, anche per poter coprire in parte le spese legali, ha comunicato di accontentarsi dei 4.500 euro. Il Comune dal canto suo «al fine di scongiurare ulteriori azioni a danno dell’ente, nonché in ottemperanza a quanto in tal senso richiesto dall’avvocatura» ha deciso di pagare senza ulteriori questioni legali. Il post-sisma non finisce mai di sorprendere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

