«Città vecchia, gli stranieri salvano le scuole»

Articolo 1-Mdp avvia un dibattito pubblico sull’esito delle ricerche su demografia e socialità
L’AQUILA. Nell’ultimo trentennio la città non ha subìto forti scostamenti per quel che riguarda la tendenza demografica. I comuni della cintura aquilana, dopo lo “svuotamento” a favore della città, avvenuto nella fase di forte industrializzazione, sono cresciuti in modo continuo, accelerando tale crescita dopo il sisma. È quanto emerge dalle ricerche eseguite dal dottor Alberto Bazzucchi, del Cresa, e dalla docente universitaria Lina Calandra, nonché dall’analisi dei dati dell’anagrafe affidata poi all’ingegnere Franco Colonna. Una ricerca commissionata da Articolo 1- Mdp che ha voluto così aprire un dibattito pubblico sulla realtà cittadina.
Il rapporto demografico tra città e cintura, presentato ieri, secondo la ricerca, è passato negli ultimi anni da 7 a 1, a 5 a 1 e questo, per Mdp, «rafforza la necessità di programmare e pianificare servizi e urbanistica congiuntamente tra città e cintura».
Dall’urbanistica alla mobilità, dalla gestione dei rifiuti, alla viabilità, dai servizi socio-educativi a quelli socio-sanitari, Articolo 1 propone una programmazione coordinata tra il Comune dell’Aquila e quelli della cintura (Scoppito, Pizzoli, Barete, Lucoli, Fossa, Poggio Picenze, San Demetrio, Sant’Eusanio).
Negli ultimi anni, secondo il rapporto, si evidenzia un progressivo invecchiamento della popolazione. «Estremamente preoccupante», sostiene il consigliere comunale Giustino Masciocco, «il dato sulla fascia di età 20-34 anni, con un crollo verticale dei residenti in città, non compensato neanche dall’aumento degli stranieri residenti. La tendenza all’invecchiamento non è invece presente nei comuni della cintura». Spostando l’attenzione sulle scuole, emerge un’evoluzione della città dopo il sisma estremamente preoccupante, decisamente negativa se rapportata alla tendenza nazionale. Approfondendo poi la composizione della popolazione si evidenzia il progressivo invecchiamento. Se nel 2001 le classi di età più “numerose” erano quelle dai 25 ai 54 anni, oggi sono quelle dai 40 ai 69. I residenti stranieri migliorano, in termini di età, la composizione della popolazione residente, grazie al tasso di natalità più che doppio rispetto a quello dei residenti italiani. La ricerca evidenzia, inoltre, che gli aquilani non italiani tendono a crescere in modo consistente in alcune frazioni, in particolare a Sassa, Preturo e Paganica.
Per Articolo 1-Mdp, infine, «è indispensabile porre ogni attenzione e sforzo sul tema del lavoro,dell’accoglienza e dell’integrazione. « È indispensabile», dice Masciocco, «mettere in campo una diffusione di servizi capace sia di rispondere ai bisogni di aree a forte crescita di popolazione, sia di aree altrimenti destinate al declino, centro storico in primis».
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