Clacson spiegati e cena di fronte agli avversari

27 Giugno 2017

L’AQUILA. Caroselli di auto, clacson spiegati e cena in un locale proprio di fronte al comitato elettorale degli sconfitti. La notte elettorale ha riservato questa coda, con i supporter dei due...

L’AQUILA. Caroselli di auto, clacson spiegati e cena in un locale proprio di fronte al comitato elettorale degli sconfitti. La notte elettorale ha riservato questa coda, con i supporter dei due gruppi che hanno tirato fino a tardi, anche se con stati d’animo completamente diversi.
Se la visione del primo exit poll (quello che dava i due candidati in parità, con una percentuale compresa tra il 48 e il 52 per cento) aveva spento ogni entusiasmo nel comitato elettorale di Di Benedetto in via Vicentini, al contrario la speranza è cresciuta di ora in ora nel quartier generale di Biondi sotto i portici. Di Benedetto, a mezzanotte e mezza, ha rotto ogni indugio raggiungendo il suo comitato, ammettendo la sconfitta e telefonando al nuovo sindaco. I due si sono poi incontrati e abbracciati nell’aula consiliare di Villa Gioia. Qui Biondi ha avuto momenti di intensa emozione. Poi è stato fatto salire su un fuoristrada decappottabile e portato in trionfo al grido di: «Abbiamo liberato L’Aquila». In piedi con lui Tinari, Liris e Piccinini. La festa è proseguita con un comizio improvvisato all’interno del comitato, in cui Biondi ha paragonato la sua rimonta alla battaglia delle Termopili. «Avete capito quello che abbiamo fatto, sì? Siamo stati compatti come i 300 spartani di Leonida».
La serata è poi proseguita con un carosello di auto arrivato, pensa un po’, fino al comitato di Di Benedetto. In un locale poco distante, seduto a un tavolo all’aperto, il neo-eletto sindaco e i principali protagonisti della vittoria hanno cenato e brindato fin quasi all’alba.(e.n.)
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