Classi pollaio, appello al ministro

Cotellessa (Consulta regionale studenti) rilancia ad Azzolina i problemi aquilani
L’AQUILA. Il rischio di dispersione scolastica, legata alla didattica a distanza, ma anche le classi pollaio, un problema che nella realtà aquilana del post-sisma sembra di difficile soluzione e la distanza sociale dovuta al Coronavirus, che sulle spalle degli studenti del capoluogo pesa più che su quelle degli altri.
Sono solo alcune delle tematiche affrontate in un incontro virtuale con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ieri mattina, dal coordinatore regionale della Consulta degli studenti per l’Abruzzo, Tommaso Cotellessa, rappresentante anche del Liceo Classico aquilano. Si tratta del secondo confronto con i rappresentanti degli studenti. Il primo si era tenuto lo scorso marzo, subito dopo l’inizio dell’emergenza. «Anche in quell’occasione la ministra aveva ascoltato tutti i rappresentanti delle varie regioni», spiega Cotellessa. «Abbiamo discusso su come sta andando la fase due e ha voluto ascoltare le nostre proposte per settembre, per capire come meglio ripartire. Ci ha assicurato che nei mesi estivi ci sentiremo spesso e che l’intenzione del ministero è garantire la qualità della scuola. L’obiettivo è riportare tutti sui banchi a settembre. D’altra parte è chiaro che la didattica a distanza ha molti limiti».
Durante l’incontro col ministro, Cotellessa ha fatto presente che «nonostante l’allentamento delle restrizioni riguardanti il distanziamento fisico, rischiamo sempre più di far scaturire un drammatico distanziamento sociale. Ciò che si continua a respirare è una grande incertezza. Come più volte da me detto, forse fino alla nausea, la mia regione è testimone del fatto che la scuola è la risposta all’emergenza. È necessario stare sempre più vicini alle fasce più deboli. Non ci nascondiamo che ci siamo lasciati dietro tanti, troppi ragazzi e dobbiamo recuperarli al più presto». A tal proposito, secondo il rappresentante degli studenti, sarebbe necessaria l’estensione della banda larga «in particolare nelle aree interne troppo spesso dimenticate dalle politiche del nostro paese. Dobbiamo immaginare di riaprire tutte quelle piccole scuole delle aree interne che abbiamo chiuso da anni», ha continuato. «Sono decenni che parliamo di classi pollaio e ancor di più che si invoca una grande operazione di edilizia scolastica a livello nazionale. Io, personalmente lo faccio da 5 anni: penso che sia giunto il momento di agire. Abbiamo bisogno di scuole sicure e adatte alle disposizioni dettate dal distanziamento fisico».

