Climatizzatori rumorosi Proteste contro la Asl
I residenti: impossibile dormire per chi abita nella zona del nuovo ospedale Intanto slitta ancora il completamento dei lavori dell’ala in costruzione
SULMONA. Impianti di aerazione e macchinari accesi tutta la notte fanno perdere il sonno e la pazienza ai residenti di viale Mazzini, che hanno bussato alla porta del Tribunale per i diritti del malato per protestare contro i rumori che arrivano dal nuovo ospedale. «La notte non riusciamo a dormire per via del rumore dei climatizzatori sempre accesi», fa presente un gruppo di cittadini. «Abbiamo più volte segnalato il caso agli organi competenti ma soluzioni a stretto giro non si trovano. Qui non si vive più». Nei giorni scorsi è stato proprio il Tdm ad annunciare un esposto per il mancato rispetto del cronoprogramma del nuovo ospedale. Secondo il Tribunale per i diritti del malato, l’Asl non sarebbe in grado di rispettare il termine del 31 marzo per la consegna della nuova ala. Un passaggio che avrebbe consentito l’avvio della fase di collaudo. Da qui la decisione del Tdm di inviare le carte in Procura. Dunque, continua a slittare la riconsegna della struttura. Sono passate, infatti, più di otto settimane dalla data di fine lavori stabilita dall’Asl. La consegna, inizialmente prevista per gennaio 2016, era stata fatta scivolare di un anno. Lo aveva stabilito il manager Asl Rinaldo Tordera nella delibera 1422 dell’11 agosto 2017. In pratica il collegamento tra le due strutture, quella nuova e la vecchia, e la necessità di predisporre arredi medicali e spazi per le terapie avrebbero allungato i tempi più del previsto. Resta, invece, ancora un’incognita la demolizione della vecchia ala dell’Annunziata, dichiarata inagibile. L’ultima variante al progetto risale all’estate scorsa, quando la necessità di uniformarsi a nuove normative e interventi emersi in corso d’opera hanno imposto lo slittamento della fine lavori. La modifica prevede anche un aumento dei costi, che passano dai 15 milioni e 730mila euro agli attuali 17 milioni e 538mila. Come specificato dal direttore dei lavori Donato Romano, Graziano Voltolini per l’appaltatore, e Antonio Ioannucci, responsabile del progetto. La realizzazione dei moduli che dovranno ospitare la nuova struttura si è persa tra le lungaggini burocratiche. Così la tabella di marcia ha accumulato ritardi rispetto agli annunci fatti alla posa della prima pietra, l’11 dicembre 2014.
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