Clinica Di Lorenzo, Paolucci: criticità non insormontabili

21 Ottobre 2018

AVEZZANO. «La rete delle discipline accreditate nelle cliniche non è più attuale poiché precedente al commissariamento e su questo l’Agenzia sanitaria sta già lavorando da tempo». A spiegare la...

AVEZZANO. «La rete delle discipline accreditate nelle cliniche non è più attuale poiché precedente al commissariamento e su questo l’Agenzia sanitaria sta già lavorando da tempo». A spiegare la situazione denunciata dalla clinica Di Lorenzo, che ha annunciato la sospensione degli stipendi per i lavoratori a causa di una delibera che disciplina l’attività delle strutture, è l’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, che parla di «criticità non insormontabili». La clinica ha annunciato che saranno pagati solo acconti del 50% di quanto dovuto mensilmente. Una decurtazione, secondo la struttura privata, conseguenza dell’applicazione di una delibera (la 611 del 2017) «in netto contrasto con tutte le norme nazionali e con la vigente legge regionale».
«Gli erogatori privati contrattualizzati con la Regione e la Asl», spiega Paolucci, «non sono inseriti nella rete di emergenza-urgenza. Tanto che non hanno l’accreditamento per il pronto soccorso. Le prestazioni che erogano sono di attività programmata che loro organizzano garantendo sicurezza e qualità. Quindi, non può esserci il problema di cui la clinica parla. I requisiti di autorizzazione e accreditamento confermano tutto ciò. E in mancanza di questi requisiti scattano le relative conseguenze. La delibera in questione», chiarisce Paolucci, «detta le regole per il controllo degli erogatori fermo restando che, laddove non ci sia chiarezza o emergano problematiche, le Asl possono benissimo risolvere il problema. L’attività di controllo, oltre che a verificare eventuali comportamenti opportunistici da parte di una struttura, ha il compito anche di fare emergere condizioni che possono ostacolare la qualità e la sicurezza della prestazione. Detto questo, non si ravvisano criticità insormontabili».
I sindacati, nel frattempo, hanno chiesto un incontro urgente alla proprietà che potrebbe esserci già la prossima settimana. (p.g.)
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