Cna: «Via le tasse comunali o sarà la fine»

Il direttore provinciale Del Re: «Tre imprese su quattro sono in crisi, occorrono misure urgenti»
L’AQUILA. Il coronavirus ha minato le fondamenta di oltre mille aziende, in provincia dell’Aquila. Piccole e piccolissime realtà, che rischiano di non uscire indenni dall’emergenza sanitaria ed economica. Ad oggi, ben il 72% delle imprese ha subìto effetti negativi, con un picco del 90% nel settore del turismo. I dati fanno riferimento a uno studio della Cna provinciale, che delinea un quadro a tinte fosche, anche per i prossimi mesi.
«I numeri sul territorio ricalcano quanto emerso a livello nazionale», spiega Agostino Del Re, direttore provinciale Cna. «Quasi tre imprese su quattro accusano ricadute negative dall’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 e l’85% prevede un peggioramento dei risultati economici nell’anno in corso». Numeri che danno l’esatta misura della crisi in atto. «Commercianti, artigiani, partite Iva e piccole aziende sono le categorie in maggior sofferenza», afferma Del Re. «È un momento complesso e delicato che vede molte attività chiuse o che stanno chiudendo, a cui si somma l’incertezza della scadenza della serrata, che potrebbe prorogarsi oltre il 24 marzo». Anche le misure annunciate dal governo per professionisti e partite Iva – 600 euro una tantum – secondo la Cna «rappresentano un palliativo, assolutamente insufficiente. Servono provvedimenti economici di accompagnamento più consistenti o molte attività non ce la faranno, saranno costrette a riconvertire le produzioni o a valutare drastiche riduzioni di personale. Particolarmente a rischio risultano le piccole e medie imprese che, oltre all’intervento del governo, necessitano di azioni mirate da parte degli enti locali, come l’abbattimento delle tasse comunali, proposta che torniamo a formulare», dice Del Re. Dall’indagine della Cna emerge anche che il 68% delle imprese ritiene molto probabile il ricorso ad ammortizzatori sociali per far fronte al periodo di chiusura e, comunque, al calo del fatturato. Turismo e artigianato sono i settori più esposti, con una sensibile flessione della domanda, ma anche per problemi logistici e difficoltà nei rapporti con i fornitori. Un terzo delle imprese aquilane teme un calo del fatturato superiore al 15%. «Le più esposte sono le micro e piccole imprese», conclude Del Re, «perché la loro capacità di resistere alla brusca contrazione della domanda potrebbe esaurirsi nel giro di poco tempo se, in attesa di una normalizzazione della situazione, non venissero attivate misure di sostegno alle attività economiche». Un ultimo dato: se la fase di emergenza dovesse prolungarsi, il 67,9% delle aziende della provincia ritiene probabile il ricorso agli ammortizzatori sociali.

