Coca dalla camorra, 11 sotto accusa all'Aquila

24 Luglio 2014

Indagini chiuse: in 11 nei guai per spaccio oltre a un avvocato accusato di tentata corruzione

L’AQUILA. Nello scorso mese di marzo i carabinieri stroncarono un traffico di cocaina e hascisc dalla Campania gestito da individui ritenuti vicini alla camorra.

Ora il pm Fabio Picuti ha chiuso le indagini a carico di una dozzina di persone nessuna delle quali compromessa con la malavita organizzata. Sotto accusa Eduardo Romano e Antonio Romano, entrambi residenti in Campania,oltre a Giuseppe Giuliani, Angelo Naindenel, Santolo Esposito, Patrizio Mungiguerra, Vincenzo Esposito, Paolo Catapano, Salvatore Mauriello, Enrico Orsini, Salvatore Borriello. Si tratta di persone che in qualche modo avrebbero dato il loro contributo allo smercio dello stupefacente. I luoghi dello spaccio erano Pile, Pianola, Pizzoli, Scoppito, Pettino, zona 99 Cannelle, zona Casermette, Sassa, via Mausonia. Nella vicenda resta implicato anche l’avvocato Giuseppe Di Ramio, al quale non è contestato nulla riguardante lo spaccio di droga. Ma il professionista, sentito nell’ambito dell’indagine in ordine alle proprie frequentazioni, avrebbe offerto soldi a un carabiniere in modo da evitare che il suo nome comparisse nel fascicolo. Di lì la contestazione di istigazione alla corruzione. Il gip, tempo addietro, respinse la richiesta del pm di sospensione dall’esercizio della professione. Gli indagati hanno adesso venti giorni per fare le loro controdeduzioni. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Fabio Alessadroni, Augusto Di Sano, Giulio Lazzaro, Francesco Valentini.

TRASCRIZIONI. Il gip ha disposto le trascrizioni di intercettazioni per l’inchiesta collaterale a quella sulla ristrutturazione di un’abitazione della madre del dirigente comunale Mario Di Gregorio. Ci sono sette indagati. Nel mirino la concessione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA