Cocaina, doppio arresto a Poggio Picenze

6 Giugno 2021

La polizia controlla due persone dopo uno scambio di soldi e droga: disposto l’obbligo di dimora

L’AQUILA. Offensiva della polizia contro lo spaccio di droga. Il personale della Squadra Mobile ha arrestato Irfan Sulejmani, 57enne cittadino macedone e regolare sul territorio nazionale, e Abdellah Elhasbi, di 33 anni, di nazionalità marocchina. L’accusa per entrambi è di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Nel corso di un mirato servizio lungo le statali della provincia, gli operatori della Sezione antidroga, mentre percorrevano la statale 17 nel comune di Poggio Picenze, notavano due persone, che, scese dalle rispettive autovetture, con fare sospetto si scambiavano degli oggetti. Gli investigatori intervenivano prontamente e, dopo aver bloccato i due uomini, procedevano al controllo, che dava esito positivo in quanto il più grande dei due veniva trovato in possesso di un involucro contenente circa 23 grammi di cocaina. All’altro veniva sequestrata la somma in contanti di mille euro, ritenuta provento dell’attività illecita.
Entrambi venivano tratti in arresto e posti agli arresti domiciliari. A seguito della convalida, avvenuta venerdì scorso, è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora, nei rispettivi comuni di residenza, e l’obbligo di firma quotidiana negli uffici di Polizia.
OBBLIGO DI DIMORA. Nel corso di un’altra operazione, i poliziotti della Squadra Volante hanno dato esecuzione alla misura cautelare dell’obbligo di dimora, emessa dal giudice per le indagini preliminari Baldovino De Sensi, su richiesta del pm Stefano Gallo, nei confronti di Mustapha Ferrasse, 18enne di nazionalità marocchina. La misura si è resa necessaria a seguito delle indagini grazie alle quali è stato possibile raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane in relazione a reati quali il furto, perpetrato più volte in alcuni noti supermercati ed esercizi commerciali della città, e cessione di sostanza stupefacente, avvenuta all’interno della comunità all’interno della quale è ospite. Un quadro che ha fatto emergere, secondo l’accusa, «l’indole delinquenziale e l’elevata pericolosità sociale dello straniero che aveva codificato un preciso modus operandi che consisteva nell’entrare nei negozi, ritirarsi nel camerino, staccare le placche antitaccheggio, servendosi di cesoie portate per l’occasione, e uscire dall’esercizio commerciale con il materiale trafugato celato sotto i propri indumenti».
L’obbligo di dimora è stato disposto da alcuni episodi precedenti e dal pericolo di reiterazione dei reati e prevede che il giovane non possa allontanarsi dalla frazione cittadina nella quale è domiciliato senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Infine, non può uscire di casa dalle 19 alle 8.