Cocaina, nel mirino la malavita albanese

L’avvocato del parrucchiere in cella: «Castellani non è uno spacciatore». Ma dovrà spiegare il possesso dello stupefacente
L’AQUILA. L’inchiesta della polizia, avviata con l’arresto del parrucchiere aquilano Gianluca Castellani, ha un’impennata:nel mirino ci sono persone albanesi più o meno note in Questura. La droga trovata nell’abitazione dell’artigiano sembra avere questa provenienza secondo i primi riscontri per i quali ci sono dei sospettati.
La posizione di Castellani verrà rimessa in ballo questa mattina in occasione della convalida del fermo di polizia giudiziaria che si svolgerà davanti al gip Guendalina Buccella e al pm David Mancini. L’uomo, che è assistito dall’avvocato Fabrizio Giancarli, è ancora in carcere (dove oggi si farà l’interrogatorio), e non ha potuto conferire con nessuno. Il suo avvocato, comunque, esclude che abbia mai spacciato droga. «Non posso dire molto perché non ho letto le carte», dice, «comunque, posso affermare che ove Castellani sia un consumatore, certamente non è uno spacciatore alla luce della attività ultratrentennale che lo tiene impegnato in maniera assidua».
Il problema principale per l’indagato, è quello di spiegare come facesse a tenere in casa tutta quella droga. Gli investigatori, visto l’ingente quantitativo, vogliono verificare il ruolo dell’uomo. Tra le ipotesi difensive c’è anche quella che la sostanza sia stata nascosta nella casa di Pettino da altre persone che Castellani conosceva ma a sua insaputa. Egli, dunque, avrebbe tenuto una borsa con dentro la droga senza sapere cosa ci fosse dentro e l’avrebbe custodita in casa per qualche giorno. In tale ipotesi, qualora incontrasse il favore dei magistrati, la sua posizione sarebbe alleggerita ma, al momento, la contestazione parla di detenzione a fine di spaccio. Certo è che oggi i magistrati non potranno che chiedergli chi sia stato a dargli la borsa in custodia e in base a quali presupposti. Ma la squadra Mobile, anche sulla scorta di riscontri dei tabulati e degli appostamenti, sembra già sulla pista giusta.
Di certo il giro di spaccio deve essere consistente con un gran numero di consumatori: si calcola che solo per il quantitativo sequestrato l’altra notte il guadagno sarebbe di decine di migliaia di euro.
L’arresto è stato fatto dalla seconda sezione criminalità diffusa della Mobile nell’ambito di un’indagine avviata solo pochi giorni prima. Di certo i poliziotti, negli ultimi giorni, avevano fiutato qualcosa di strano nei sui riguardi e, pertanto, avevano avviato un servizio di appostamento per controllarne le mosse. Questo ha consentito loro di ritenere che l’appartamento fosse il luogo dove la droga era custodita. Poi è scattata la perquisizione che ha permesso di trovare un quantitativo di droga maggiore rispetto a quella ipotizzata. Nel corso del sopralluogo effettuato nell’abitazione del sospettato è stato ritrovato nascosto, nelle cavità dei mobili della cucina, un chilogrammo di cocaina, suddivisa in 20 involucri, di circa 50 grammi ciascuno, un ingente quantitativo di sostanza da taglio, 2 bilancini di precisione, il materiale per il confezionamento delle bustine per lo spaccio e un’arma ad aria compressa priva del tappo rosso pure previsto dalla legge. (cr.aq.)
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