Cocaina scadente: «Oggi niente sesso»

Lo smercio nel covo di via del Guasto. Le intercettazioni telefoniche rivelano particolari curiosi sul giro d’affari
L’AQUILA. Lo spaccio e le assunzioni di cocaina avvenivano in un’abitazione in centro storico mentre le ordinazioni venivano fatte via telefono ma anche tramite WhatsApp. Si è andati avanti circa un anno, anche perché il giro era fruttuoso: ma l’altra notte la polizia ha fatto irruzione nel covo arrestando sette persone. Ad alcuni è contestata l’associazione per delinquere.
GLI INDAGATI. In cella sono finiti l’aquilano Mario Mastracci, residente a Paganica, 47 anni, e Kuijm Rraboshta, 32 anni, albanese residente nel Piano Case di Tempera. Ai domiciliari si trovano Sala Orhan, 28 anni, residente al Progetto Case di Paganica; Sabat Rraboshta, 25 anni, residente a Gignano; e Eugent Hoxhallari, 40 anni, residente a Sezze (Latina), tutti e tre albanesi; Daniela Oana Sirbu, 30 anni, romena, residente al Progetto Case di Tempera; Tahir Selmani, 50 anni, macedone, che abita in via Antica Arischia. Altri due stranieri sono ricercati. Tra questi quello che aveva affittato l’appartamento, un romeno di 28 anni.
L’INCHIESTA. I dettagli dell’indagine “Fatto centro” sono stati resi noti dal capo della squadra Mobile, Marco Mastrangelo, e dal responsabile della sezione antidroga, Nazareno Buccella. Mastrangelo ha tenuto a precisare che si raccolgono i frutti dell’attività avviata dal suo predecessore, Tommaso Niglio. L’anomalo andirivieni di persone da quell’abitazione era stato segnalato dai residenti e ha fatto scattare l’indagine. Sono state almeno mille le dazioni di droga mentre il quantitativo di cocaina sequestrata in vari momenti è stato di 300 grammi. Il costo di una dose (mezzo grammo) era di 50 euro. La consumazione spesso veniva fatta nella stessa casa di via del Guasto, luogo scelto dai malviventi in quanto vicino ai locali di intrattenimento. Infatti, in altri casi, la cessione avveniva davanti ai locali. La droga era smerciata con maggior frequenza il giovedì e il sabato, quando si faceva la fila in quell’abitazione, con almeno 30 persone in attesa, come pure in prossimità delle feste. Alcuni, per non bussare alla porta e infastidire i residenti, picchiavano direttamente sul vetro della finestra allo scopo di farsi aprire. Il titolare della casa, data in affitto, è estraneo alle indagini. Secondo il pm l’organizzatore principale del giro sarebbe Kujtim Rraboshta che si occupava dell’arrivo della droga da Guidonia, in provincia di Roma, con particolare riferimento al trasporto, mentre uno dei ricercati è considerato il principale suo collaboratore ed era il braccio operativo. L’unico aquilano coinvolto si sarebbe reso responsabile del trasporto di ingenti quantitativi con spostamenti che avvenivano da Tempera fino all’abitazione di via del Guasto 33 dove la cocaina veniva commercializzata. Per i giudici esisteva una struttura organizzativa sia pure rudimentale. Si conferma che lo spaccio è ormai nelle mani della malavita straniera.
LE INTERCETTAZIONI. Le intercettazioni, chieste dal pm David Mancini e accordate dal gip Giuseppe Romano Gargarella, sono state decisive. Curiosa la discussione sulla qualità, forse scadente, della droga. Uno degli indagati si rivolge all’altro e chiede «Te ne fai una striscia o no?». L’altro replica: «Non come quella che mi ha dato ieri. Quel pezzo che mi hai dato mi ha fatto stare male, non sono riuscito a dormire. Quella lì non è buona». Poi esclama: «Sono rimasto senza fare sesso!».
GLI INTERROGATORI. Entro la fine della settimana si terranno gli interrogatori delle persone finite in carcere, poi toccherà agli altri. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Angela Maria Marinangeli, Francesco Valentini, Mauro Ceci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

