Codice fiscale per gettare i rifiuti Così il Comune lancia le eco-isole

10 Dicembre 2019

Inaugurati al Torrione e a San Domenico i nuovi cassonetti automatizzati riservati ai residenti Pile scariche, medicinali scaduti e vecchi telefonini potranno invece essere gettati da chiunque

L’AQUILA. Con una raccolta differenziata che stenta a decollare, L’Aquila non figura tra i Comuni virtuosi d’Italia, a eccezione della raccolta della carta, per la quale, invece, è tra i primi posti con 59 kg di materiale raccolto ad abitante. Per cercare d’invertire la rotta il Comune e l’Asm (Aquilana società multiservizi) puntano ad adottare metodi di raccolta complementari al porta a porta. Obiettivo: colmare le carenze e incentivare il rispetto delle regole da parte dei cittadini.
L’ISOLA DEL RIFIUTO. Ieri sono entrate in funzione le prime due isole ecologiche, collocate in due luoghi in cui la differenziata non è efficiente: il popoloso quartiere del Torrione (all’inizio di via Alcide De Gasperi) e piazza San Domenico (accanto alla chiesa), quest’ultima zona ancora circondata da cantieri e vicoli in zona rossa. A inaugurare le due isole ieri l’amministratore unico dell’Asm, Lanfranco Massimi, il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta. Per Massimi «le eco-isole sono il futuro della raccolta differenziata, non andranno a sostituire il porta a porta, bensì a integrarlo». «Le isole ci permettono di fare un passo avanti verso una migliore raccolta differenziata», ha sottolineato Taranta, «ma per mantenere la città pulita occorre il contributo di tutti. Vogliamo puntare soprattutto sulle frazioni e i luoghi in cui ci sono ancora molti abbandoni di rifiuti».
LA SPERIMENTAZIONE. La sperimentazione durerà un anno, il Comune monitorerà l’andamento della raccolta, con l’ambizione «d’investire in nuove eco-isole da collocare non soltanto nei luoghi del centro città in cui il porta a porta non è efficiente, ma anche nelle frazioni», hanno spiegato il sindaco e l’assessore. Per due mesi circa tutti potranno usare le due eco-isole; poi potranno farlo soltanto le utenze intestatarie della Tari residenti in zona, inserendo la tessera sanitaria (e quindi il codice fiscale). Resterà invece a disposizione di tutti la raccolta di pile scariche, piccoli oggetti di rifiuti Raee (ad esempio i cellulari) e medicinali scaduti. Diversi i motivi che hanno spinto l’amministrazione a cominciare dal Torrione e da San Domenico. Quest’ultima zona perché, per l’appunto, è ancora circondata dai cantieri e, poi, per la particolare difficoltà a far rispettare la differenziata. La collocazione dell’isola accanto alla chiesa è da considerarsi momentanea, in attesa della conclusione dei cantieri. Per quanto riguarda il Torrione, diversi palazzi non hanno lo spazio per i bidoni, che vengono così lasciati sul suolo pubblico. «La complessità e l’estensione del territorio richiedono d’individuare azioni incisive per agevolare la raccolta dei rifiuti da affiancare al porta a porta», ha spiegato il sindaco, ricordando che «nei confronti dell’Asm l’amministrazione ha esteso il contratto di servizio che ha garantito solidità».
COME FUNZIONANO. Sono sistemi automatizzati, alimentati con il fotovoltaico e videosorvegliati. Per conferire l’immondizia le utenze della zona alle quali è intestata la Tari (estensibile anche al nucleo familiare) devono rispettare il calendario del porta a porta. Le isole, poco invasive e decorate con immagini che richiamano il centro storico, sono comode da svuotare: gli operatori ecologici dell’Asm aprono lo sportello tramite un codice, estraggono e svuotano, così, il cassonetto corrispondente alla differenziata del giorno.
I NUMERI. Con una media cittadina del 36% la raccolta differenziata all’Aquila non è virtuosa. Ad abbassare la media – comunque alta nelle zone in cui il porta a porta esiste già – sono i quartieri del Progetto Case, dove i risultati sono pessimi. A incidere è anche l’abuso dei cassonetti stradali da parte di alcune imprese che continuano a gettare il materiale edile di scarto. Troppi ancora gli abbandoni, soprattutto riconducibili a cittadini dei Comuni limitrofi. Tra le frazioni in cui il porta a porta ancora non c’è figurano Sassa, Roio, Pianola, e le più lontane Camarda, Assergi, Aragno, Filetto, Casaline e Menzano.
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