Cogesa, conti in profondo rosso ma sale il costo delle consulenze

2 Aprile 2022

Sospeso il parere dei revisori sul bilancio di previsione per meglio ponderare le scelte future Sotto la lente d’ingrandimento le promozioni sul campo e i 330 mila euro spesi per fugure esterne

SULMONA. Tra i principali obiettivi dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianfranco Di Piero, figura il risanamento del Cogesa, la società partecipata che conta 200 dipendenti e 20 milioni di fatturato, che versa però, in una grave situazione economica. Lo dicono i bilanci in rosso degli ultimi anni che presentano svariate perdite che sarebbero scaturite da scelte amministrative e da una gestione poco attente. Lo hanno sottolineato anche nella loro relazione i revisori dei conti che hanno sospeso il parere sul bilancio di previsione proprio perché bisogna ponderare con attenzione le scelte che si andranno a fare nei prossimi mesi. Su questo ed altro sta lavorando la commissione consiliare Bilancio e Partecipate del Comune di Sulmona. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i tanti incarichi a tempo, rinnovati anche per sei sette volte di seguito, e le tante promozioni sul campo che sarebbero state decise senza indire i regolari concorsi. Come il caso di un dirigente al quale è stato assegnato di fatto il compito di direttore generale con uno stipendio di 80 mila euro più auto personale e altri bonus legati ai risultati. Per non parlare delle consulenze che da poco più di 100 mila euro spesi nel 2017 sono passate ai 330 mila euro del 2021, alcune delle quali molto bizzarre come i 70 mila euro per la figura che assiste il Rup, o l’amministratore di condominio, il consulente per i trasporti e la guida ambientale. Tutte situazioni sulle quali la commissione consiliare Bilancio e Partecipate, vuole fare chiarezza.
«Abbiamo criticato la vecchia gestione e non rinneghiamo nulla delle parole all’epoca pronunciate», afferma la presidente della commissione Teresa Nannarone. «O abbiamo il coraggio di prendere le carte e portarle alla Corte dei Conti e in procura o bisogna evitare che tutto questo continui a succedere. Noi dobbiamo rendere questa realtà sicura dal punto di vista occupazionale ed economico anche attraverso una gestione diversa dei rifiuti che devono diventare una risorsa e non un costo. Un’azienda dalle dimensioni come quelle del Cogesa ha bisogno di una figura dirigenziale che sappia gestire la società e non pensi esclusivamente a salvaguardare la posizione delle persone. Una figura stellare che sappia parlare tre lingue, che giri l’Europa alla ricerca di finanziamenti per valorizzare l’attività del Cogesa attraverso la creazione di un sistema virtuoso che produca ricchezza. Bisogna realizzare una struttura che intercetti le risorse economiche partecipando ai bandi del Pnrr», conclude Nannarone, «cosa che attualmente non c’è, per creare un modello di sviluppo che porti l’azienda a crescere anche e soprattutto sotto il profilo occupazionale. Ma questo progetto non può essere realizzato con gli attuali vertici, altrimenti non saremmo qui ad dover parlare di una situazione debitoria così pesante».
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