Cogesa, critiche da centrodestra e Pd
Continua a scaldare gli animi dei gruppi e dei partiti politici o di quel che rimane in città il caso della governance del Cogesa. Così, da destra e da sinistra, piovono critiche e accuse che forse...
Continua a scaldare gli animi dei gruppi e dei partiti politici o di quel che rimane in città il caso della governance del Cogesa. Così, da destra e da sinistra, piovono critiche e accuse che forse travalicano i limiti della critica politica. E’ evidente che le forze politiche sane di Sulmona che si oppongono a questa gestione, i cui cattivi risultati ricadono sul questo Comune che ne ospita gli impianti, non faranno sconti a nessuno, perché chi comparteciperà a questa operazione potrà essere chiamato a rispondere in tutte le sedi, anche per i danni erariali prodotti» scrivono in una nota dal coordinamento di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Salvini Premier inviata da Alberto Di Giandomenico, «la difficile situazione gestionale del Cogesa, il cui presidente gerosolimiano si dice stanco, fa il paio con la grave situazione in cui, grazie al Sindaco anche esso voluto dall’ex assessore, Sulmona è precipitata e che si aggrava, priva di progetti e idee di sviluppo e di una credibile guida. La soluzione unica è che questa area politica, che all’ex assessore fa riferimento, si faccia da parte». Sulla questione torna all’attacco anche il Pd.
«La soluzione, quindi, di passare ad un cda a 5 – conoscendo i proponenti – sa tanto di “foglia di fico» , scrivono, «di tentativo di salvare in extremis una immagine compromessa e riversare su altri, responsabilità gestionali di anni di mala amministrazione nei confronti di una “partecipata” che non può essere sottratta al controllo del territorio che vi è rappresentato».
«La soluzione, quindi, di passare ad un cda a 5 – conoscendo i proponenti – sa tanto di “foglia di fico» , scrivono, «di tentativo di salvare in extremis una immagine compromessa e riversare su altri, responsabilità gestionali di anni di mala amministrazione nei confronti di una “partecipata” che non può essere sottratta al controllo del territorio che vi è rappresentato».

