Cogesa, Di Piero licenzia il Cda E affida il consorzio a Gerardini

Lo stop deciso con altri soci nel corso dell’assemblea che aveva già bocciato il bilancio di previsione Ma per gli amministratori defenestrati la decisione non ha validità «per mancanza del quorum»
SULMONA. Stop al consiglio di amministrazione del Cogesa. Il sindaco Gianfranco Di Piero, insieme ad altri soci, ha “licenziato” per giusta causa, nel corso dell’assemblea, il consiglio di amministrazione del Cogesa nominando, a tempo determinato, Franco Gerardini come amministratore unico della società. Un epilogo clamoroso ma ampiamente annunciato in tarda mattinata con la bocciatura del bilancio di previsione presentato dal cda, che prevedeva anche l’aumento della tariffa. Sull’operazione, però, pende la spada di Damocle dello statuto societario in base al quale sarebbe nulla l’ultima votazione e quindi anche la decisione di defenestrare il cda. A votare l’immediata uscita di scena del presidente Nicola Guerra e dei consiglieri Sandro Ciacchi e Valentina Di Benedetto, sono stati i sindaci di Sulmona, Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Acciano, Pacentro e Cansano che aveva la delega anche di Vittorito e Tornimparte, in tutto 466 quote societarie e non le 600 necessarie per raggiungere la soglia di maggioranza. Molti dei sindaci presenti in assemblea, quasi tutti appartenenti all’area del centrodestra, non erano favorevoli all’immediata uscita di scena del cda e non hanno partecipato alla votazione finale, facendo così mancare il numero legale. Almeno questa è la convinzione del consiglio di amministrazione che già questa mattina potrebbe chiarire l’intricata situazione con un comunicato ufficiale. In precedenza, come detto, la stessa assemblea, questa volta con ampia maggioranza, (mancavano solo i civici di area gerosolimiana e il primo cittadino di Castel di Sangro Angelo Caruso), aveva bocciato il bilancio di previsione 2023, che tecnicamente dovrà essere ripresentato entro il 31 gennaio. «È stato un dibattito lungo e acceso», ha detto il sindaco di Sulmona al termine dell’assemblea, «sono state portate sul tavolo le motivazioni che avevano fatto venir meno la fiducia nei confronti della governance ed è stata proposta la conseguente revoca e la nomina di Franco Gerardini, il quale si è detto disponibile a una soluzione tecnica di breve durata per consentire poi, una maggiore condivisione nell’ambito della compagine sociale. Abbiamo presentato un documento in assemblea in cui sono state evidenziate le cause che, a nostro avviso, determinano il ricorrere della giusta causa: la mancata adozione del piano di risanamento, la scelta di un’altra procedura e la mancata ottemperanza da parte di Cogesa, di una serie di indicazioni date dal Comune». Resta in sospeso la questione dei rifiuti aquilani con il contratto con l’Asm, la società che gestisce i rifiuti del capoluogo di regione, che scade oggi. Da domani L’Aquila potrà conferire nella discarica di Sulmona in quanto socio con una proroga di una quindicina di giorni, ma con tariffe e contratto da definire. A tal proposito, nei prossimi giorni, il sindaco Di Piero incontrerà il suo collega aquilano Pierluigi Biondi. Intanto, poco prima dell’assemblea dei soci, la consigliera comunale Teresa Nannarone ha sferrato un duro attacco ai vertici del Cogesa, annunciando di voler visionare il fascicolo penale aperto dalla Procura sul danno ambientale «per verificare anche quali correttivi siano stati poi apportarti dal cda dopo l’avviso della conclusione delle indagini».
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