Cogesa, il legale dà ragione al cda: «L’atto di sfiducia non è valido»

Il parere dell’avvocato Colagrande boccia anche la nomina di Gerardini come amministratore unico Domani la battaglia finale: alla riunione del Controllo analogo, il nuovo vertice potrebbe dimettersi
SULMONA. Il consiglio d’amministrazione sfiduciato e i 41 sindaci ribelli segnano un altro punto nella partita sul futuro del consorzio dei rifiuti Cogesa. Grazie all’avvocato Roberto Colagrande, già consulente del consorzio, a cui il cda revocato – guidato dall’ex presidente Nicola Guerra – si è appellato per un parere. Le sue parole sono una sentenza contro la sfiducia votata il 30 dicembre scorso – dai Comuni di Sulmona, Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Acciano, Pacentro e Cansano con delega anche di Vittorito e Tornimparte – e contro la successiva nomina di Franco Gerardini come amministratore unico: «Dalla inefficacia della delibera di revoca degli amministratori del cda discende naturalmente l’invalidità e l’inefficacia anche della successiva delibera con la quale l’assemblea dei soci ha disposto la nomina di un amministratore unico, in luogo di quelli revocati, essendo insussistente il relativo presupposto legale e sostanziale».
IL PARERE
Per il legale, quindi, il vulnus di quelle delibere è che sono state «adottate senza l’autorizzazione preventiva dell’organo di controllo analogo, in mancanza dei quorum costitutivo e deliberativo prescritti e richiamati specificatamente per l’assemblea, in seconda convocazione, dallo Statuto». Non solo, perché secondo Colagrande si profila anche una violazione del Codice della crisi d’impresa. Il cda sfiduciato può quindi impugnare le delibere: «In relazione a tali profili e agli ulteriori aspetti non fatti oggetto del presente parere e inerenti il merito delle deliberazioni assunte, gli amministratori revocati potranno attivare tutte le possibili iniziative orientate alla contestazione giudiziale della illegittimità e illiceità della revoca per giusta causa e al correlato risarcimento del danno».
LA BATTAGLIA FINALE
Il parere legale arriva a poche ore dalla cruciale riunione del controllo analogo, convocata dal sindaco sulmonese Gianfranco Di Piero per domani alle 16 su richiesta di Gerardini. Si deciderà il futuro del consorzio, ma anche quello dello stesso amministratore unico, che ribadirà la sua disponibilità a dimettesi. Due i punti all’ordine del giorno, oltre ai vari ed eventuali. Il primo: «Comunicazioni dell’amministratore unico. Preliminari analisi e prime proposte operative. Valutazioni ed eventuali determinazioni». Il secondo: «Verbale di determinazione dell’organo amministrativo del 15 dicembre 2022 avente per oggetto “proposta di presentazione di ricorso a procedure per superamento della crisi d’impresa”. Verifica ed eventuali determinazioni».
«SOLIDARIETà a GERARDINI»
Ieri, intanto, ha preso di nuovo posizione il Partito democratico di Pratola, esprimendo solidarietà a Gerardini e chiedendo ai sindaci «una prova di serietà e amore delle proprie comunità accettando la sua nomina». Sulla riunione di domani: «Gerardini vuole incontrare i sindaci-soci per spiegare la situazione attuale e presentare soluzioni. Se i 21 o 41 sindaci andranno avanti con i ricatti, è disposto a farsi da parte. Lui è la persona giusta al momento giusto. Ha studiato le carte in pochi giorni, ricostruendo la situazione e iniziando già a intervenire sulle molte criticità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

