Cogesa, indagato anche Margani

26 Giugno 2020

Nel mirino della Procura pure il responsabile tecnico dell’impianto

SULMONA. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Daniele Sodani ha convalidato il sequestro del centro di raccolta Cogesa. I sigilli all’impianto che ospita i rifiuti ingombranti sono stati apposti la settimana scorsa, a conclusione del blitz messo in atto dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Pescara. Contemporaneamente la Procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati, oltre all’amministratore unico della società pubblica, Vincenzo Margiotta, anche il responsabile tecnico dell’impianto, Stefano Margani. Restano i sigilli, ma anche i disagi con gli utenti che già da una settimana non possono depositare i rifiuti nel centro di raccolta. E proprio per evitare eccessivi disagi agli utenti che il Cogesa, dopo aver confermato il sequestro preventivo operato dalla Procura, ha annunciato che «il sito è, dunque, momentaneamente chiuso, ma Cogesa sta facendo il possibile per riaprirlo quanto prima. Nel qual caso sarà data adeguata comunicazione all’utenza. Nel frattempo, è stato potenziato il servizio gratuito di ritiro ingombranti a domicilio», sottolineano dall’ufficio comunicazione dell’azienda che si occupa del ciclo integrato dei rifiuti per 61 comuni del Centro Abruzzo e dell’Aquilano. «Perciò, invitiamo chi dovesse disfarsi di tali rifiuti a rivolgersi al nostro numero verde 800.012.490 per prenotare il servizio di ritiro gratuito a domicilio, che è stato potenziato e che prevede la raccolta con frequenza giornaliera». Nel blitz alla sede del Cogesa erano stati impegnati 16 carabinieri e si era alzato anche un elicottero in volo. Un dispiegamento di mezzi e forze dell’ordine che ha portato a rilevare la violazione di una norma ambientale, già a suo tempo accertata, con una sanzione amministrativa di 250 euro. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .