Cogesa, la bufera è politica Insorgono 41 sindaci-soci

11 Gennaio 2023

Contestata la nomina di Gerardini decisa “solo” da Sulmona e da altri sette Comuni Al neo amministratore si chiede un passo indietro: «A rischio decine di servizi»

SULMONA. Vanno da destra a sinistra, passando per il centro e con una buona presenza dell’area civica, i 41 sindaci decisi a contrastare l’ultima decisione uscita dall’assemblea del Cogesa (del 30 dicembre scorso), che ha portato al licenziamento in tronco del consiglio di amministrazione e alla nomina di Franco Gerardini in qualità di amministratore unico della società per azioni a totale capitale pubblico. Un’insurrezione contro il pugno di sindaci di Sulmona, Pratola, Pettorano, Acciano, Pacentro, Cansano che aveva la delega anche di Vittorito e Tornimparte che, con una sorta di golpe, hanno sostituito i vertici della società. Ora buona parte degli altri comuni soci che non ha partecipato a quella votazione chiede un clamoroso dietrofront ai sindaci e all’amministratore unico appena eletto, di farsi da parte.
IL DOCUMENTO DEI SINDACI
«Ci aspettiamo un ravvedimento operoso dei sei sindaci mirato al recupero dello strappo operato e alla costruzione di una strategia comune di rilancio del Cogesa. In tal senso, al dottor Gerardini, professionista di esperienza e di indubbia imparzialità, chiediamo di mettere a disposizione la propria carica per il bene della società e per ripristinare un percorso di legittimità inattaccabile», scrivono i sindaci in un documento, «nella qualità di sindaci ed amministratori di questo territorio non possiamo esimerci dall’esprimere la nostra concreta e attuale preoccupazione sulle vicende che negli ultimi giorni hanno riguardato il Cogesa spa, ossia una delle più importanti società pubbliche della nostra regione. Ci riferiamo in particolar modo al metodo con cui si è giunti alla nomina della nuova governance determinata da una assemblea dei soci ridotta al 30% delle quote, in assenza del quorum assembleare previsto dallo Statuto. E non è tutto. Il nuovo amministratore, infatti, risulta nominato da soli 6 sindaci, i quali costituiscono una netta minoranza rispetto ai 66 di cui è composta la compagine sociale».
DUBBI DI LEGITTIMITÀ
Secondo i sindaci ci sarebbero dubbi di legittimità. «Appaiono senz’altro fondati i dubbi di legittimità che gravano sulle determinazioni dell’assemblea assunte senza il preventivo parere del controllo analogo che avrebbe dovuto precedere l’esame degli argomenti posti all’ordine del giorno», dicono, «è di tutta evidenza che questa violazione formale del regolamento per il controllo analogo, rischia di rendere illegittimi i futuri affidamenti in house del servizio da parte dei Comuni, con gravi ripercussioni sia sul futuro della società che sulla responsabilità erariale degli Enti affidanti. Alla luce di questo, se questo stato di cose dovesse permanere, saremo costretti, nostro malgrado, e per evitare di essere esposti al rischio di ricorsi da parte dei privati, ad affidarci all’Agir per le gare ponte. Questa circostanza rischierebbe di far perdere decine di servizi al Cogesa a danno della società e delle maestranze».
I COMUNI FIRMATARI
Ecco i Comuni che hanno firmato il documento: Castel di Sangro, Prezza, Roccacasale, Bugnara, Ofena, Introdacqua, Goriano Corfinio, Campo di Giove, Anversa, Cocullo, Ateleta, San Demetrio ne’ Vestini, Fagnano Alto, Sant’Eusanio Forconese, Scanno, Alfedena, Villalago, Caporciano, Molina Aterno, Raiano, Secinaro, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Calascio, Villa Santa Lucia, Fossa, Santo Stefano di Sessanio, Carapelle Calvisio, Villa Sant’Angelo, San Benedetto in Perillis, Tione degli Abruzzi, Collepietro, Scoppito, Capestrano, Prata d’Ansidonia, Villetta Barrea, Rivisondoli, Scontrone e Navelli.
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