Cogesa, la crisi minaccia i Comuni E spunta l’idea dello scioglimento

27 Novembre 2023

Il consorzio perde 1,8 milioni, è stangata sui soci: Sulmona da sola chiamata a mettere 700mila euro I centri più piccoli ora rischiano il default. Il 21 dicembre il voto in assemblea sul bilancio del 2022

SULMONA. È una fase delicata per il Cogesa, la società che si occupa della gestione dei rifiuti tra la Valle Peligna, la Valle del Sagittario, l’Alto Sangro e l’Aquilano. Per i Comuni è in arrivo una stangata con il consuntivo 2022 che costringerà i soci a trovare risorse importanti per far fronte all’enorme perdita d’esercizio della partecipata, che ammonta a 1,8 milioni di euro. Una situazione non facile per i Comuni che dovranno togliere risorse dai propri bilanci.
La Corte dei Conti ha stabilito che la somma andrà ripartita e accantonata in proporzione alla cifra complessiva e alle quote detenute. Sulmona, in qualità di maggior azionista con 200 quote, dovrà trovare risorse nascoste nelle pieghe del bilancio per circa 700mila euro: ai 300mila euro per il consuntivo 2022, il capoluogo peligno dovrà aggiungere 210mila euro per il contenzioso sulla plastica e i 220mila euro che, già previsti per il ristoro ambientale della discarica di Noce Mattei, non sono stati più riconosciuti. Stessa situazione per Pacentro che dovrà rinunciare ai 25mila euro di ristoro ambientale e, detenendo 39 quote, dovrà sborsare oltre 60mila euro per la società partecipata. Pratola Peligna, che detiene 79 quote, dovrà mettere da parte per il Cogesa oltre 120mila euro, mentre più di 60mila euro i ventidue Comuni che detengono tra le 38 e 40 quote. In quest’ultimo elenco figurano piccoli centri che, non avendo denaro a sufficienza per soddisfare la richiesta, rischiano il default finanziario, come Acciano, Cocullo, Rocca Pia, Roccacasale e molti altri.
Il consuntivo 2022, all’esame dei revisori contabili, dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci convocata per il prossimo 21 dicembre. Si prospetta, dunque, un Natale pieno di sacrifici e rinunce per i Comuni, in quanto reperire risorse dai bilanci per far fronte alla grave situazione economica del Cogesa significherebbe rinunciare all’ordinaria amministrazione ma anche ad attività culturali e sociali. Uno stato di crisi ormai avanzato che ha portato il tribunale di Sulmona, nello scorso mese di agosto, a nominare un commissario giudiziale, nella persona di Andrea Mantini, per seguire il piano di ristrutturazione della società. Mentre a settembre la Corte dei Conti, con l’invio delle carte alla Procura, ha censurato la gestione del Cogesa tra il 2018 e il 2022, oggetto dei diversi filoni di indagine per «scelte gestionali adottate dalla governance societaria senza un adeguato presidio da parte dell’organo deputato all’esercizio del controllo analogo», hanno scritto i giudici, «e in contrasto con le direttive rivolte, come si è visto, da alcuni dei Comuni soci richiedenti specifiche misure di efficientamento». Con un capitale ormai eroso, l’alternativa alla ricapitalizzazione potrebbe essere quella dello scioglimento del Cogesa per finire nelle mani di qualche privato.
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