Cogesa, le spese nel mirino dei giudici

20 Marzo 2023

La magistratura contabile ha richiesto ai Comuni soci i documenti relativi alla gestione degli ultimi cinque anni del consorzio

SULMONA. La gestione del Cogesa relativa agli anni dal 2018 al 2022 finisce nel mirino della Corte dei Conti. L’inchiesta è scattata venerdì scorso, quando i giudici contabili hanno invitato i Comuni soci a fornire atti e documenti degli ultimi cinque anni di attività del consorzio dei rifiuti. La società, attualmente guidata dall’amministratore unico Franco Gerardini, attraversa un periodo burrascoso: se sotto il punto di vista economico è accertato ormai lo stato di crisi aziendale, sotto il profilo politico non si attenua lo scontro tra i sindaci ribelli (riconducibili al centrodestra), che vorrebbero la revoca di Gerardini, e il plotoncino del centrosinistra, capitanato dal primo cittadino di Sulmona Gianfranco Di Piero, che preme invece per una conferma dell’attuale amministratore unico. L’entrata in scena della Corte dei Corti non è stata comunque inaspettata: numerose, infatti, sono le criticità che presenta il Cogesa, così come emerso anche nell’ultima relazione di gestione stilata dallo stesso Gerardini. In uno scenario già precario di suo, è arrivata l’inchiesta: la lente di ingrandimento è puntata sugli aspetti contabili del consorzio relativi a debiti, crediti, flussi di cassa, tariffe applicate per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, ma anche sul piano delle assunzioni dell’ultimo quinquennio. L’obiettivo è far luce sulle cause che hanno portato il consorzio della gestione dei rifiuti allo stato di crisi attuale. Una condizione che avrebbe dovuto essere discussa anche nella riunione del controllo analogo del 20 febbraio scorso, in cui i 35 sindaci ribelli avevano votato a favore della rimozione di Gerardini e del reintegro del vecchio consiglio di amministrazione. L’attivazione del procedimento di crisi d’impresa sarà al centro della prossima riunione, convocata dal sindaco Di Piero per la giornata di domani. I soci, inoltre, discuteranno l’altro aspetto rimasto in sospeso, vale a dire l’approvazione dell’avviso pubblico per reperire un nuovo amministratore unico. Con l’avvio dell’inchiesta da parte della Corte dei Conti, si torna inoltre a discutere sulle tariffe applicate dal Cogesa ai comuni soci. In particolare, a finire sotto i riflettori negli ultimi mesi sono stati i rapporti con Asm, la municipalizzata del Comune dell’Aquila che si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti nel capoluogo. Il braccio di ferro (anche di natura politica) tra i sindaci Di Piero e Pierluigi Biondi ha portato alla deroga per il conferimento dei rifiuti aquilani nella discarica di Noce Mattei di Sulmona. Ma dal consorzio peligno traspare fermezza per fissare le nuove tariffe, che dovrebbero superare i 140 euro a tonnellata sia per il trattamento che per lo smaltimento. Ma i nuovi prezzi dovranno essere approvati dall’assemblea dei comuni soci, che dovrà essere convocata entro il prossimo 9 aprile.
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