«Col tribunale il 50% degli incassi Senza sarà disastro economico»

4 Gennaio 2017

Le paure degli imprenditori: «Molte attività sarebbero costrette a ridurre il personale o a chiudere» Il presidente Confcommercio, Donatelli: «Avezzano non può essere trasformata in dormitorio»

AVEZZANO. La soppressione del tribunale rappresenterebbe una catastrofe economica per le decine di attività commerciali del centro di Avezzano. Il grido d’allarme del presidente dell’Ordine degli avvocati, Franco Colucci, non è passato inosservato. Secondo il rappresentante delle toghe marsicane il 2017 è l’anno decisivo per evitare il trasloco degli uffici all’Aquila.

«Un provvedimento indecente», lo bolla Gianni Evandro del negozio di abbigliamento “Carla G”, «già siamo alle prese con un decremento delle vendite di svariate percentuali a due cifre: non voglio immaginare questa città senza tribunale. Una città fortemente commerciale che diventa una città fortemente in depressione. Visto che va sempre peggio, ma con costi e affitti che restano sempre gli stessi. Senza palazzo di giustizia chiuderanno tante altre attività. Ci vogliono delle prove di forza. Concludo dicendo che all’Aquila non ci sono strutture adeguate. È il classico pasticcio all’italiana».

Secondo Antonio Nanni del bar “Olimpia” «tante attività potrebbero essere costrette a una riduzione di personale. Se i nostri governanti vogliono questo...».

Parla di «catastrofe economica» Mauro Orfanelli del bar “Conca d’oro”. «Sì, proprio una catastrofe economica», ammette Orfanelli, «un danno gravissimo, visto che per tante attività il tribunale contribuisce almeno al 50% del fatturato. Il tribunale è un rubinetto economico per tanti di noi. E senza saremo costretti a riorganizzarci sotto tutti i punti di vista. I politici locali devono cercare un accordo, magari con Sulmona, come ha proposto l’avvocato Colucci. Tutti i politici devono essere uniti e dare un segnale vero».

Di fronte agli uffici giudiziari di via Corradini c’è il bar “Noà”. «Le nostre preoccupazioni sono notevoli», afferma il proprietario Amerigo Aloisi, «attorno al tribunale gravitano dieci, quindici attività, solo fra bar e ristoranti. Il nostro bacino di clienti è questo e se venisse meno saremmo in ginocchio. L’ipotesi di salvarne due su quattro in Abruzzo sarebbe da perseguire. Se ad Avezzano dovesse sparire il tribunale sarebbe la fine del centro».

Per Riccardo Savella, imprenditore di Avezzano e coordinatore nazionale del Gruppo giovani di Federmoda «la chiusura del palazzo di giustizia comporterebbe una riduzione di appeal per la città, perché il tribunale porta ad Avezzano persone per mille motivazioni. Stiamo lavorando tanto per fare tornare Avezzano come centro della Marsica e la scelta di chiudere il tribunale è senza alcun dubbio sciagurata e dissennata. Dal punto di vista commerciale rappresenterebbe una perdita importante in un settore estremamente provato da mille problematiche».

Sul caso interviene anche Roberto Donatelli, presidente di Confcommercio Abruzzo, che ad Avezzano ha un’attività a poche decine di metri dal tribunale. «La nostra mobilitazione va avanti da due anni», chiarisce Donatelli, «continueremo in questa direzione, vicini alle istituzioni locali. Perdere gli uffici giudiziari equivale a infliggere un colpo mortale alla già precaria situazione. Non si può trasformare Avezzano in una città dormitorio».

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