Colapietra: «Uno scempio, salvate Palazzo Torlonia»

24 Marzo 2018

Lo storico si schiera con l’Archeoclub e boccia il trasferimento della polizia locale «È un progetto stravagante, mi fa pensare ai Lanzichenecchi e al sacco di Roma»

AVEZZANO. Una voce autorevole nel panorama culturale abruzzese, quella del professore Raffaele Colaprieta, storico aquilano, irrompe nel dibattito sul futuro di Palazzo Torlonia. Ed è un “no” convinto quello di Colapietra. Un “no” al trasferimento degli agenti della polizia locale in un’ala dell’edificio. Trasloco che dovrebbe avvenire, stando a una delibera del Comune, entro la fine della prossima settimana (sabato 31 marzo).
Il professor Colapietra è stato invitato dall’Archeoclub della Marsica, presieduto da Laura Saladino, «a far conoscere il proprio autorevole parere in ordine alla destinazione di parte del Palazzo Torlonia a sede della polizia locale».
E Colapietra si è espresso in questi termini: «Decorosissimo monumento d’epoca è il Palazzo Torlonia. Che in esso possano o debbano accamparsi i poliziotti è una stravaganza che, con tutto il dovuto rispetto a quella istituzione benemerita, mi fa pensare ai Lanzichenecchi e al sacco di Roma. Palazzo Torlonia e castello Orsini, è stato ben detto, e va ribadito, costituiscono le due sole autentiche sopravvivenze, per fortuna più che ragguardevoli, dell’Avezzano di un tempo. Tutto ciò che attiene alla cultura latamente intesa deve avervi degnissima sede, ogni altra destinazione sarebbe fuor di luogo. Si cominci con l’evitare lo scempio, ci si renda conto esatto e concreto di quel che c’è e che ci potrebbe essere, si abbia presente la civitas con la sua realtà e le sue memorie, non soltanto l’urbs con i suoi eventuali vigili urbani».
Secondo la presidente dell’Archeoclub «la severa posizione critica assunta dal professor Colapietra non può che rafforzare il convincimento più volte manifestato dalla nostra associazione in ordine alla contestata decisione dell’amministrazione comunale di Avezzano».
Una decisione, quella del Comune, che ha diviso fortemente la città. Le stesse associazioni culturali si trovano su posizioni diametralmente opposte. Per il sindaco Gabriele De Angelis, invece, il trasferimento permetterà agli agenti di monitorare meglio Palazzo Torlonia, la piazza e le zone circostanti.
Fatto costruire nel 1870 da Torlonia, artefice del prosciugamento del lago Fucino, lo storico Palazzo, semidistrutto dal terremoto del 1915, fu fatto restaurare e allargare con le due ali a ferro di cavallo dai nipoti del principe. Negli anni 50, con la riforma fondiaria divenne la sede dell’Ente Fucino, poi Ersa, infine Arssa, ospitando alcuni uffici regionali fino al 2015. Nel 2016 ha aperto le porte all’importante ingresso Archivio di Stato, nel 2017 al Centro studi marsicano. (r.rs.)
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