«Colella getta discredito sulla Regione»

25 Giugno 2017

Caso Santa Croce e bottiglie sequestrate, i legali del Comune di Canistro replicano all’imprenditore

CANISTRO. Ancora un botta e risposta tra il patron della Santa Croce, Camillo Colella, e la dirigente della Regione Abruzzo, Iris Flacco, dopo il sequestro delle bottiglie di acqua e il successivo inventario per la vendita.
«Ancora una volta Colella conduce la sua campagna mediatica volta ad alimentare un clima di sfavore verso l’operato della Regione Abruzzo e del suo dirigente del servizio risorse del territorio e attività estrattive, Flacco, in concomitanza con gli appuntamenti giudiziali e amministrativi», hanno precisato i legali del Comune di Canistro, «l’imprenditore molisano ha inopinatamente accusato la Regione e la Flacco di adottare comportamenti illegittimi e abusivi con riferimento alla confisca di circa 8 milioni di bottiglie. Come nelle altre circostanze, le sue accuse si rivelano del tutto infondate e costituiscono un processo all’intenzione, dal momento che il dirigente regionale non ha compiuto nessuna attività nel sopralluogo del 19 giugno andato a vuoto a causa dell’assenza del custode giudiziario. L’ispezione avrebbe dovuto consentire al responsabile amministrativo di verificare la presenza e lo stato di tutte le bottiglie confiscate che si trovano all’interno dello stabilimento, in quanto, nella precedente ispezione una porzione dello stoccaggio era inaccessibile».
Secondo i legali del Comune e della Flacco, Salvatore Braghini e Renzo Lancia, «gravissima appare invece la condotta del Colella, il quale, benché avesse dichiarato con una formale comunicazione alla Regione la sua disponibilità all’ispezione in una data successiva al primo giugno, ha disatteso sia quella, sia le seguenti convocazioni, impedendo di fatto alla Flacco di fare l’ispezione. Chi, allora, compie abusi e chi viola la legge? La Regione o colui che si sottrae ai suoi obblighi di custode giudiziario? Ma di quali condotte può accusarsi la Regione se la stessa non ha compiuto alcun atto della merce sequestrata e confiscata? La Regione, inoltre, solo il 21 giugno ha ricevuto la notifica con cui è stata messa in condizione di conoscere che l’ordinanza di confisca è stata opposta dalla Santa Croce. L’accusa rientra in una chiara strategia mediatica intesa a screditare l’immagine della Regione. Le bottiglie sono state sequestrate e poi confiscate, come atto dovuto da parte del competente servizio regionale, in quanto Colella, successivamente alla revoca della concessione per irregolarità del Durc nell’ottobre 2015 e pur dopo la pubblicazione della sentenza che ha annullato il precedente bando per la concessione che lo aveva visto aggiudicatario, ha continuato a captare e a imbottigliare l’acqua minerale della sorgente Sant’Antonio Sponga».
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