Collarmele, apre il cantiere per la centrale biometano

COLLARMELE. Primo passo verso la realizzazione della centrale biometano a Collarmele. Nel sito individuato dalla società Biometano Energy sono iniziati i lavori di recinzione in attesa del...
COLLARMELE. Primo passo verso la realizzazione della centrale biometano a Collarmele. Nel sito individuato dalla società Biometano Energy sono iniziati i lavori di recinzione in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato cui erano ricorsi i Comuni di Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi contro la sentenza del Tar Abruzzo che aveva dato ragione alla società circa la costruzione nella piana del Fucino un impianto per la produzione di energia. La sentenza del Consiglio di Stato porrà fine a una vicenda che si trascina da quasi tre anni e che ha sollevato un gran numero di proteste da parte di residenti e associazioni ambientaliste. In questi giorni la Biometano Energy sta predisponendo l’area. Ieri c’è stata una breve cerimonia inaugurale. La società ha tre anni di tempo per costruire e mettere in funzione l’impianto da 11 milioni 800mila euro alimentato dagli scarti della lavorazione agricola. La responsabile dei lavori, la cui fine è fissata per giugno 2025, è Patrizia Tarquini. Nell’estate 2019, in sede di Conferenza dei servizi, la Biometano Energy aveva ottenuto l’ok dal dipartimento all’Agricoltura della Regione Abruzzo, dall’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale), dai vigili del fuoco e dall’Asl.
Ma l’iter del progetto aveva subìto una battuta d’arresto a causa della ferma opposizione dei tre Comuni. Due anni fa il responsabile regionale del procedimento unico, dopo aver acquisito una serie di documenti chiarificatori da ambedue le parti, aveva autorizzato la Biometano Energy a realizzare l’impianto. Una decisione che i sindaci dei territori interessati hanno immediatamente contestato, tanto da ricorrere al Tribunale amministrativo che, però, aveva dato ragione alla società. Ma Antonio Mostacci, Quirino D’Orazio e Mirko Zauri, rispettivamente sindaci di Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescina, non si erano dati per vinti presentando ricorso al Consiglio di Stato.

