Colle delle Vacche, via al risanamento

PRATOLA PELIGNA. Sono iniziati i lavori di ricostruzione forestale delle aree andate a fuoco nel corso dell’incendio del monte Morrone del 2017 all'interno del territorio comunale di Pratola. Il...
PRATOLA PELIGNA. Sono iniziati i lavori di ricostruzione forestale delle aree andate a fuoco nel corso dell’incendio del monte Morrone del 2017 all'interno del territorio comunale di Pratola. Il progetto proposto dal Parco della Majella e finanziato dal ministero dell’Ambiente interessa due diverse aree, una delle quali nei pressi del Colle delle Vacche. I lavori prevedono, tra le altre cose, anche l’abbattimento degli alberi bruciati ancora in piedi nei pressi della strada, che potrebbero rappresentare un pericolo per gli escursionisti. Anche per questo l’assessore all’Agricoltura e alla Montagna Fabiana Donadei invita alla prudenza quando si va a fare trekking.
«Andare in montagna è un piacere e un bisogno del corpo e dello spirito», interviene Donadei. «Le disposizioni del governo in questa emergenza prevedono la possibilità di andare in montagna per svolgere attività sportiva. Ciò nonostante è sotto gli occhi di tutti la drammaticità della situazione attuale nel nostro territorio. Chi frequenta la montagna sa che anche l’escursionista più esperto potrebbe incorrere in ogni momento in un imprevisto o un incidente che renderebbe necessario l’ausilio dei mezzi di soccorso e del personale sanitario. Il sistema è già sovraccaricato da urgenze indipendenti dalla propria volontà. Chiedo pertanto agli amici della montagna e a tutti coloro che ne sentano il bisogno di pensarci due volte prima di incamminarsi verso le nostre amate montagne, per se stessi e per tutti gli altri».
Intanto, i lavori proseguono sul percorso che porta al Colle delle Vacche lambito dalle fiamme nel 2017. Il vasto incendio sul Morrone di tre anni fa ha bruciato più di mille ettari di bosco in 18 giorni, con una decina di inneschi trovati tra la boscaglia e i colpevoli rimasti ancora impuniti. Un intero habitat naturale è stato stravolto e molto ingenti sono stati i danni alla fauna, alla flora e al paesaggio. Un vero e proprio disastro che ha destabilizzato un ecosistema, che in questi anni sta pian piano riappropriandosi dei propri spazi, con la boscaglia che sta tornando a crescere dove c’era solo cenere. (f.p.)
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