Colle Macchione, il Tar boccia il Comune

Piano territoriale, l’iter seguito per attribuire l’indice di edificabilità alla zona C non fu corretto
L’AQUILA. Il Tar ha parzialmente annullato una delibera di consiglio comunale dell’aprile 2013 che recepiva il Progetto speciale territoriale (Pst) di Colle Macchione (votato dalla Regione nel 2000). Colle Macchione è un’area molto vasta fra l’ospedale e la frazione di Coppito dove c’è il lago Vetoio. Il Tar in particolare censura il passaggio nel quale il Comune nel recepire la decisione della Regione ha concesso un basso indice di utilizzazione territoriale (Ut 0,03) nella cosiddetta “zona C di trasformazione condizionata” destinata a interventi a carattere residenziale e a interventi turistico-ricettivi. La Regione quando approvò nel 2000 il Pst aveva stabilito un indice di “fabbricabilità” fino a 0,10. A fare ricorso sono stati proprietari delle aree che ricadono nella zona C secondo i quali con l’indice 0,03 è difficile se non impossibile realizzare strutture residenziali-ricettive. «Il consiglio comunale» scrive il Tar «con la deliberazione impugnata ritenne di approvare le norme tecniche di attuazione prevedendo per la zona C (trasformazione condizionata) un Ut 0,03». Secondo il Tar «la delibera aveva natura di atto urbanistico quindi si imponeva il ricorso al procedimento normativo sancito per l’iter di un Piano regolatore o di una sua Variante, il che non è accaduto, con conseguente violazione delle norme. Il provvedimento, infatti, avrebbe dovuto assumere la connotazione di atto di adozione, con necessaria pubblicazione, raccolta delle eventuali osservazioni e successiva approvazione. Tale considerazione, se di per sé non implica necessariamente l’illegittimità del provvedimento, dimostra, però, che sul punto sarebbe stato necessario acquisire osservazioni da parte degli interessati. Quindi fatto salvo il riesercizio del potere amministrativo, il ricorso deve essere accolto». Le delibera che il Tar ha in parte annullato, nel 2013 fu approvata dal consiglio comunale con 20 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astensioni. «Il progetto speciale territoriale Colle Macchione, in recepimento della relativa legge regionale» si leggeva nella delibera «ha lo scopo di tutelare l’area, di alta valenza paesaggistica, posta tra la città dell’Aquila e la frazione di Coppito e di individuare, nell’ambito delle aree protette, le possibili suscettibilità di trasformazione compatibili con la vocazione naturale dell'area stessa. Ai sensi della legge regionale del 2000, infatti, qualora i Piani e i Progetti territoriali contengano prescrizioni direttamente vincolanti, queste si sostituiscono a tutti gli effetti ai Piani territoriali provinciali e agli strumenti urbanistici dei Comuni. L'area in questione ha un rilevante interesse ambientale e storico architettonico in particolare per la presenza del lago del Vetoio, di emergenze monumentali quali la chiesa di Santa Maria delle Grazie, del Parco della Murata, oltre che di vari cascinali, in parte restaurati. Tutti elementi che fanno di tale settore una località di attrazione culturale e turistica». Oggi il Tar sentenzia che l’iter seguito dal Comune per attribuire l’indice di edificabilità alla zona C del Piano non fu corretto. (g.p.)
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