Collelongo in festa per Sant’Antonio

Giovedì l’appuntamento per le vie del paese con cuttore, torcioni e tocette
COLLELONGO. Quattro secoli di fede e folklore si rinnovano a Collelongo per il tradizionale rito in onore di Sant’Antonio Abate. Si inizia giovedì dalle 16 con l’accensione delle cuttore, le grosse pentole dove si mette a cuocere il granturco, scandita dalla tradizionale orazione al santo. Da questo momento e per tutta la notte in queste cuttore, dislocate in diverse case del paese (alcune di storiche famiglie del posto), si accolgono e ospitano i pellegrini e le bande di suonatori che gireranno per le vie intonando i versi della classica canzone e ricevendo come forma di ringraziamento per la visita cibo e bevande. Con l’arrivo del buio, dalle 19, è il momento dell’accensione dei torcioni, grandi torce che illuminaranno e scalderanno i pellegrini per l’intera nottata. Alle 21 dalla chiesa parrocchiale partirà la processione, aperta dalle tradizionali tocette portate dai bambini, per la benedizione delle cuttore. Al rientro di questa la nottata sarà scandita delle bande e dalla canzone di Sant’Antonio Abate fino alle 5.30 del mattino, quando in piazza della Chiesa verranno distribuiti i cicerocchi (gran turco bollito nelle cuttore). Alle 6 sarà tempo della sfilata e della premiazione delle Conche rescagnate, conche di rame addobbate portate dalle giovani del posto vestite con abiti tradizionali. A conclusione seguirà la santa messa. Ultimo appuntamento è alle 14.30 in piazza Ara dei Santi dove ci sarà la benedizione degli animali e dei mezzi agricoli e a seguire i giochi popolari. Le prime attestazioni storiche relative al culto di Sant’Antonio Abate a Collelongo risalgono allo scorcio del 1600, periodo in cui verosimilmente venne eretto l’altare dedicato al Santo nella chiesa di Santa Maria Nuova. La festa si svolge prevalentemente nelle cuttore, termine che deriva dalla grossa pentola dove si mette a cuocere il granturco che, dopo sei-sette ore di bollitura, diventa i ceceròcche (dal latino cicer crocus, cece rosso): identifica il focolare che, al rintocco delle campane dei vespri del giorno 16, con la recita delle litanie, classica orazione di carattere apotropaico volta ad ingraziarsi la benevolenza del santo, viene acceso con legna di ginepro. Ma la cuttora è più in generale il locale dove si svolge la festa per l’intera notte, si ospitano i pellegrini e le bande di suonatori che girano tutta la notte intonando i versi della classica canzone. La festa richiama ogni anno migliaia di visitatori.
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