Collemaggio, a 12 anni dal sisma torna la Madonna di Saturnino

Sarà esposta a Borgo Rivera dopo il restauro, poi il 20 dicembre riprenderà il suo posto nella basilica Nuova sala espositiva nel Museo: ci sono anche “I Morticelli” di Michetti e “La Lavandaia” di Celommi
L’AQUILA. La Madonnina con Bambino di Saturnino Gatti, risalente al 1506, tornerà nella sua nicchia di marmo, all’interno della basilica di Collemaggio, da dove manca da più di 12 anni, il 20 dicembre. Lo ha assicurato la direttrice del Munda (Museo nazionale d’Abruzzo), Maria Grazia Filetici, ieri mattina, durante una conferenza stampa in cui ha annunciato che nei prossimi giorni lascerà l’incarico, a poco più di un anno dal suo conferimento. L’incontro è stato anche l’occasione per inaugurare una nuova sala del museo, dedicata all’Ottocento e al Novecento. Al centro dell’esposizione la straordinaria opera di Francesco Paolo Michetti, “I Morticelli”, del 1880, tornata in città dopo un lungo esilio a Pescara.
LA MADONNINA
Pochi giorni dopo il sisma, il 14 aprile 2009, la statua in terracotta della Madonna col Bambino, opera di Saturnino Gatti, conservata allora nella basilica di Collemaggio, fu salvata in modo spettacolare, con una gru, dai vigili del fuoco alla presenza dell’allora ministro Sandro Bondi. La statua aveva riportato pochi danni (qualcuno di più ne ebbe, nei mesi successivi, in occasione di una mostra). Da allora, tuttavia, la preziosa opera non è mai tornata nella basilica. Una situazione più volte denunciata anche dal rettore don Nunzio Spinelli, che sarà felice di sapere che finalmente c’è una data del rientro della preziosa opera nella chiesa: il 20 dicembre, in concomitanza del quarto anniversario della riapertura di Collemaggio. «È in corso il restauro della statua», ha detto Filetici. «Stiamo lavorando a stretto contatto con la Soprintendenza e il Munda sta realizzando e sostenendo le spese del lavoro. L’obiettivo è far tornare la Madonnina nella sede del museo il 9 dicembre per far sì che dal 10 possa essere nuovamente esposta al pubblico (con modalità da definire) prima di tornare a Collemaggio». La statua cinquecentesca di terracotta policroma rappresenta una delle più preziose sculture del Rinascimento abruzzese.
NUOVA SALA ESPOSITIVA
«È divenuto ora urgente restituire alle istituzioni il patrimonio che appartiene loro ed è per questo che oggi si inaugura finalmente la sala dedicata all’Ottocento e al primo Novecento», ha spiegato la direttrice uscente, «nella quale si espongono alcuni dei capolavori di proprietà o pertinenza del Museo nazionale d’Abruzzo». Alcuni di questi erano già esposti nel 1968, ovvero in occasione della prima inaugurazione della sezione d’Arte Contemporanea (al tempo definita Arte Moderna) nel Castello spagnolo avvenuta sotto la direzione del soprintendente Mario Moretti: la litografia di Basilio Cascella Donna d’Abruzzo, i due paesaggi di Carlo Patrignani e di Michele Cascella, il Ritratto di Teofilo Patini eseguito da Vittorino Scarselli. Altri invece sono il frutto di acquisizioni successive, tra le ultime la Lavandaia di Pasquale Celommi entrata in collezione nel 2007. Lo spazio espositivo è costruito attorno a un’opera dalla storia collezionistica travagliata: “I Morticelli” di Francesco Paolo Michetti. Dell’opera del 1880 si persero le tracce fino agli anni Cinquanta grazie all’acquisizione da parte dell’Istituto Mendel di Gemellologia di Roma, dal quale passò poi a una collezione privata. Il Museo Nazionale d’Abruzzo riuscì ad acquistare “I Morticelli” nel 2005, solo 4 anni prima del sisma. Da allora la grande tela è stata ricoverata provvisoriamente nella Casa natale di Gabriele D’Annunzio a Pescara. «Proprio dalla sofferenza può nascere una grande opportunità, questo ritorno è un’opportunità», ha detto Filetici. «Avevamo in corso l’acquisto di altre opere, ma il mio trasferimento è stato tanto repentino che le operazioni non sono state ancora concluse».
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