Collemaggio, lavori a giugno la Basilica fuori dal Giubileo

La Soprintendenza: siamo in ritardo, impossibile l’apertura per la Perdonanza. Il cantiere verrà riconsegnato per l’estate 2017, l’intervento costerà 8 milioni di euro
L’AQUILA. «La gara d’appalto è in fase conclusiva, i lavori all’interno della basilica di Collemaggio dovrebbero cominciare già dal prossimo giugno. Purtroppo siamo in ritardo di qualche mese sulla tabella di marcia e questo non ci consentirà di riaprire parzialmente la basilica per la Perdonanza del 2015, come era stato inizialmente prospettato».
A fare il punto della situazione è l’architetto della Soprintendenza Antonello Garofalo, direttore dei lavori all’interno della chiesa. «Come Beni culturali abbiamo depositato il progetto esecutivo», continua Garofalo. «L’Eni, che finanzia le opere, ha scelto alcune imprese tra quelle che hanno presentato domanda. Nei giorni scorsi c’è stato anche un sopralluogo nella chiesa da parte delle stesse ditte, propedeutico per formalizzare un’offerta economica. Le proposte verranno valutate per scegliere chi si occuperà del restauro. I lavori, dunque, dovrebbero cominciare a inizio estate».
Diversi i mesi di ritardo rispetto al cronoprogramma iniziale: le opere, infatti, dovevano cominciare alla fine dello scorso anno. Il rallentamento delle operazioni non permetterà di mantenere la promessa fatta riguardo alla prossima Perdonanza. L’obiettivo era permettere di riaprire ad agosto almeno parte della basilica, dalla navata centrale alla Porta Santa, in modo che il monumento potesse continuare a essere oggetto di visite. «In neanche due mesi non sarà pensabile mettere in sicurezza una porzione importante della basilica», spiega Garofalo. «Già se avessimo cominciato a gennaio avremmo dovuto fare i salti mortali per rispettare questa previsione. Adesso lavoreremo più tranquillamente senza l’assillo di questa apertura: la Perdonanza si svolgerà con la stessa modalità dello scorso anno, aprendo la Porta Santa e costruendo una piccola stanza all’interno della chiesa».
I tempi di consegna della basilica, comunque, saranno rispettati: due anni, vale a dire che per l’inizio dell’estate 2017 Collemaggio dovrebbe tornare fruibile. Il che supererebbe di molto i tempi del Giubileo romano straordinario per cui il Comune vorrebbe mobilitarsi. L’Eni, nel 2012, ha firmato con il Comune dell’Aquila un protocollo d’intesa per il restauro e la parziale ricostruzione della basilica, che costerà in totale 8 milioni. La progettazione, la direzione dei lavori e il coordinamento per la sicurezza sono affidati alla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici d’Abruzzo mentre le attività tecnico- scientifiche sono state garantite da un gruppo di atenei (Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma e l’Università dell’Aquila) integrato da geologi e ingegneri Eni.
Un team che ha deciso di puntare al futuro guardando al passato: Collemaggio, infatti, sarà una delle pochissime chiese in Italia a vantare panche riscaldate, luci a led, con proiettori orientabili ad ampia rosa di temperature di colore e sistema di controllo dell’intensità, pilastri antisismici e anima di metallo, all’interno di un impianto architettonico settecentesco e quanto più vicino possibile a quello del pre-terremoto.
Ben 350 le ditte a cui è stato fatto l’invito per la gara d’appalto. Di queste sono state selezionate una cinquantina e poi le cinque ritenute più idonee. Già dal prossimo mese, con ogni probabilità, si potrà sapere quale tra queste ultime si occuperà dei lavori.
Michela Corridore
©RIPRODUZIONE RISERVATA

