Colonna: niente dietrofront sulla scuola dei pompieri

20 Agosto 2021

L’amministrazione Biondi porterà avanti il progetto, ma l’assessore promette: «Verremo incontro a tutti, in particolare alle famiglie terremotate o con figli» 

L’AQUILA. «Faremo di tutto per non creare problemi alle famiglie, ma non possiamo perdere la scuola dei vigili del fuoco». L’assessore Vito Colonna scandisce bene le parole. Si tratta di un progetto che ha ereditato e che, a suo dire, non può subire brusche frenate nonostante le proteste degli inquilini del progetto Case e l’assemblea promossa dal Comitatus aquilanus e dal comitato Erp (edilizia residenziale pubblica). Nel corso dell'incontro, gli inquilini hanno votato all’unanimità la richiesta di spostare la scuola, prevista al progetto Case di Sassa Nucleo industriale, sulla scorta di un accordo tra il Ministero dell’Interno e il Comune dell’Aquila. «Nei limiti del possibile verremo incontro a tutti», getta acqua sul fuoco l’assessore Colonna, «è normale che possano esserci problemi se si spostano le persone da un sito all’altro». A disposizione ci sono appartamenti a Cese, a Pagliare di Sassa, Coppito 3 e a Sant’Antonio. «Verranno salvaguardati i minori», rassicura Colonna, «alle famiglie che hanno i figli già iscritti alla scuola di Sassa offriremo come alternativa Pagliare o Cese. Inoltre tuteleremo le persone che hanno ancora la casa inagibile. Daremo loro la possibilità di scegliere per prime, perché quelle case sono state costruite per ospitare chi era rimasto senza alloggio a causa del sisma». Sul tavolo c'è anche il problema delle bollette arretrate. «Non lasceremo indietro nessuno», afferma Colonna. «Molte famiglie stanno pagando, ma ora l’obiettivo è quello di avere all’Aquila una scuola di alta formazione che porterà un indotto straordinario che noi non vogliamo perdere». Nell’assemblea dell’altro ieri in molti hanno rimarcato l’assenza dei rappresentanti del Comune. «Io non sono stato invitato», dice Colonna, «sarei andato volentieri. Aspetto di ricevere la delegazione degli inquilini. Del resto, da quando è iniziata questa vicenda ho ricevuto tutte le persone che mi hanno chiamato. Oggi sono arrivate tre famiglie e le ho rassicurate. Ci vuole un po’ di pazienza e regionevolezza», conclude Vito Colonna.
Dei 480 appartamenti del complesso nel nucleo industriale di Sassa, molti sono inagibili a causa dei balconi che rischiavano di crollare, altri hanno evidenziato problemi strutturali. Prima o poi, il Comune dovrà procedere alla demolizione spendendo alcune centinaia di migliaia di euro per ogni piastra. A Sassa Nsi sono rimaste 164 famiglie, di cui una trentina di terremotati e 8 inquilini delle case popolari Erp. Le altre sono entrate con i vari bandi successivi, mentre diversi appartamenti (una decina) sono stati restituiti. Al Comune si sta inoltre valutando l’ipotesi di un aiuto economico alle famiglie che dovranno spostarsi. (r.p.)
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