Colonna: no alle rate sulle bollette E a ottobre ne arriveranno altre

29 Luglio 2021

Credito da sette milioni, la Terza commissione esamina il caso. Assessore al Patrimonio irremovibile «La giunta e il consiglio comunale possono anche decidere diversamente e ne prenderò atto»

L’AQUILA. Se l’assessore comunale Vito Colonna (deleghe alla ricostruzione privata; opere pubbliche; patrimonio, manutenzioni ordinarie e straordinarie; lavori pubblici ed espropri; sport, promozione sportiva ed eventi sportivi; impiantistica sportiva) ha un merito è quello della chiarezza e del dire le cose “papale papale”. E ieri pomeriggio, nel corso della terza commissione presieduta da Chiara Mancinelli – chiamata a discutere sulla possibilità di rateizzare pagamenti di utenze (gas, condominio, affitti) risalenti al periodo fra il 2013 e il 2017 – ha fatto capire che non se ne parla. «Non sono favorevole a rateizzare», ha detto l’assessore, «poi la giunta e il consiglio comunale possono anche decidere diversamente e ne prenderò atto». Colonna, soprattutto nel rispondere alle domande e alle valutazioni di alcuni commissari (Lelio De Santis, Angelo Mancini, Americo Di Benedetto, Berardino Morelli), ha fatto intendere che l’ora dei furbi è finita e ognuno deve assumersi le sue responsabilità, Comune compreso (che tra l’altro in questo caso ha anche il fiato sul collo della Corte dei conti).
L’assessore ha innanzitutto ridimensionato la vulgata sulle “maxi bollette”. Primo perché non sono nuove bollette ma solleciti di “antiche bollette” emesse anni fa e che erano state già rateizzate. Una buona percentuale dei circa 7.000 solleciti inviati a 4.262 utenti (alcuni dei quali ne hanno ricevuto fino a tre per gas, condominio e affitto) deve pagare cifre sotto i mille euro (vedi tabella in pagina). I maxi morosi che hanno un debito oltre i 10.000 euro – e qualcuno sfiora i 40.000 – sono appena 35 e questi, ha detto Colonna, «li stiamo contattando uno per uno». L’assessore ha anche affermato che delle 4.262 lettere inviate con ricevuta di ritorno, 2.790 sono state consegnate sicuramente e 347 sono tornate indietro perché i destinatari sarebbero irreperibili anche se è certo che almeno 132 abitano ancora nel Case ma semplicemente non hanno il nome sulla porta oppure quando vedono il postino che ha qualcosa da far firmare, banalmente, non aprono. Non solo. È venuto fuori che ci sono persone che hanno lasciato il progetto Case ma non hanno mai restituito le chiavi dell’alloggio, c’è chi ha ancora la casa intestata anche se è morto da anni. E poi contatori scassati e difficoltà a misurare i consumi. Ma il colpo di teatro è stato quando Colonna ha detto: «Ho incontrato una persona che dovrebbe pagare una certa cifra. Mi ha detto: io non pago. E tu assessore che mi fai?».
Anche nelle parole dei commissari (Mancini in particolare) è emerso che questi atteggiamenti sono stati anche “favoriti” da una politica (vecchia e nuova) che ha fatto intendere (sottotraccia) che tanto alla fine i soldi li tira fuori “Pantalone”, cioè i cittadini ligi al dovere. De Santis da parte sua ha insistito sulla necessità di rateizzare «altrimenti il rischio è che si incassi poco o nulla».
La cifra che il Comune dovrebbe ottenere dai “solleciti” è oltre 7 milioni. I pagamenti devono avvenire entro il 31 agosto, poi tempo un paio di mesi scatteranno le verifiche e gli atti consequenziali. A ottobre partiranno le nuove bollette relative ai consumi più recenti.
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